Lunedì 19 Maggio 2014

Camerano sarà il nuovo ad di A2A

Lo decidono Pisapia e Del Bono

A2A, la sede di Bergamo

I sindaci di Brescia Emilio Del Bono e di Milano Giuliano Pisapia hanno firmato lunedì 19 maggio la lista congiunta dei candidati dei due Comuni per il Consiglio di Amministrazione di A2A che sarà nominato dall'Assemblea prevista in prima convocazione per il 13 giugno 2014.

Al primo posto della lista, si legge in una nota congiunta dei sindaci, figura il Prorettore della Università Bocconi Giovanni Valotti che viene indicato per la presidenza di A2A, seguito dal Professore di Economia Aziendale all'Università Bocconi, Giovanni Comboni, che viene indicato per la vicepresidenza. Segue poi Luca Camerano, già amministratore di aziende del settore, che viene indicato congiuntamente da Milano e Brescia per il ruolo di amministratore delegato.

La lista prosegue con i nomi dell'ingegnere Stefano Cao, dirigente di aziende del settore ed ex numero due dell'Eni, Elisabetta Ceretti, docente di Ingegneria Meccanica all'Università degli Studi di Brescia, l'avvocato Michaela Castelli, ex dirigente di Borsa Italiana, Fausto Di Mezza, attuale vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza A2A, Stefano Pareglio, professore associato all'Università Cattolica, Antonio Bonomo, ingegnere già dirigente di Asm e 'padrè dell'impianto di termovalorizzazione di Brescia, la commercialista Luciana Ravicini, la dirigente Maria Cappello, la vicepresidente della Facoltà Economia della Sapienza, Marina Brogi, e il bergamasco Enrico Corali, professore di Scienze Aziendali ed Economiche all'Università degli Studi di Bergamo. I Sindaci hanno anche indicato Norberto Rosini e Cristina Casadio per il ruolo di Sindaco effettivo e Paolo Prandi come Sindaco supplente.

L'incontro tra Pisapia e Del Bono, a cui hanno partecipato anche i due direttori generali di A2A, Paolo Rossetti e Renato Ravanelli, sarebbe servito per fare il punto sulla situazione del gruppo, a meno di un mese dall'ingresso del nuovo consiglio di amministrazione. Fonti vicine all'entourage di uno dei due sindaci smentiscono le voci di una trattativa in extremis relativa alla posizione di Ravanelli, a cui Brescia avrebbe inizialmente voluto affidare le redini dell'azienda.

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