Venerdì 21 Marzo 2014

Cartolandia, sempre una festa

La nuova sfida? Nutrire il Pianeta

Gran festa per Cartolandia
(Foto by Bedolis Foto)

Colori, musica e fantasia, ma soprattutto tanto entusiasmo e tanta gioia. Grande festa giovedì mattina 20 marzo alla Fiera di via Lunga, che nella giornata d’apertura di Lilliput ha ospitato la premiazione finale di Cartolandia, il concorso promosso dall’Eco di Bergamo, con il sostegno del Credito Bergamasco, che ha tagliato il traguardo della 23a edizione.

Sul palco, con il conduttore Max Pavan, i bimbi delle scuole dell’infanzia e gli allievi delle elementari e delle medie si sono alternati per ricevere il premio frutto del loro lavoro. Tema dell’edizione 2013/2014 è stato proprio «Lavorando s’impara»: «Il lavoro dei bambini è giocare – ha ricordato Alberto Vergalli, responsabile organizzativo di Cartolandia –. Il gioco è importante per crescere e se poi le iniziative di gioco-lavoro diventano fortemente legate al territorio, i piccoli possono scoprire le potenzialità del nostro tessuto industriale e l’importanza di dare sempre il proprio contributo allo sviluppo e all’innovazione. Valori che i bambini potranno apprendere “sul campo”, perfettamente integrati in una comunità che fa del lavoro uno dei suoi principi etici più antichi».

Anche quest’anno Cartolandia ha registrato numeri importanti, sono state quasi cento le scuole di Bergamo e provincia che hanno mandato i propri elaborati realizzati da intere classi che hanno lavorato per quasi un anno sotto la guida degli insegnanti. Tutto il materiale presentato al concorso resterà esposto fino a domenica nella galleria della Fiera.

Monsignor Vittorio Bonati, delegato vescovile per la Pastorale nella scuola, ha portato i saluti del vescovo Beschi e ha anticipato il tema dell’anno prossimo: «Nella prossima edizione Cartolandia sposerà il tema di Expo Milano 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. La diocesi – ha sottolineato monsignor Bonati – sarà impegnata in modo particolare su questo tema, soprattutto in riferimento al pane, un cibo di alto valore simbolico per la nostra e le altre religioni».

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 21 marzo

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