Mercoledì 25 Giugno 2014

Confesercenti interviene sui saldi:
regole utili per chi vende e compra

Saldi, una giornata di shopping
(Foto by ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

Sui saldi, sempre più vicini, interviene anche Confesercenti. «È bene ricordare - afferma Filippo Caselli - come già Regione Lombardia, assecondando le spinte provenienti da grande distribuzione organizzata e associazioni dei consumatori, ha sperimentato nel 2012 la sospensione del divieto di effettuare vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi, senza ottenere alcun risultato utile né sotto il profilo della dinamica dei consumi, né quello del rapporto tra commercianti e consumatori».

Contro la legge 9/2011 di Regione Lombardia, Confesercenti aveva sostenuto una battaglia perché non venisse riproposta negli anni a venire e attualmente vige il divieto di effettuare vendite promozionali nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi.

L’importanza delle regole che disciplinano le vendite straordinarie viene ribadita da Confesercenti: «L’assenza di regole genera una rincorsa esasperata alla vendita promozionale che non porta benefici né sulla dinamica del conto economico aziendale (le imprese sono costrette ad operare con profili di marginalità sempre più insostenibili), né sul fronte del rapporto con i consumatori che faticano a percepire il valore delle offerte e rischiano di restare disorientati nel momento dei saldi. Inoltre – continua Caselli – la mancanza di vincoli temporali vanifica l’importanza e l’appeal commerciale delle vendite di fine stagione, che hanno rappresentato sinora un appuntamento molto atteso e particolarmente gradito per i consumatori, Appeal che verrebbe fortemente messo in discussione in assenza di un condizionamento temporale, un timer come sono i trenta giorni di stop a vendite promozionali, e che avvantaggerebbe solo chi ha grandi mezzi da investire in comunicazione».

Sul fatto che alcuni operatori non rispettano la regola Confesercenti non fa sconti: «Gli operatori commerciali, grandi e piccoli, che non seguono la regola si pongono scorrettamente in posizione di vantaggio competitivo nei confronti delle imprese che rispettano le norme».

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