Venerdì 14 Marzo 2014

Conti pignorati, 280 mila € da pagare

Ecco perché Lizzola ha chiuso

Un tramonto su Lizzola

Lizzola addio, per ora. La stagione dello sci ha chiuso anzitempo i battenti, ma perché? Per un paio di tegole grosse come una montagna, più un altro paio di situazioni di non facile soluzione.

Mercoledì sul tavolo dello studio dell’avvocato Stefano Zonca, a Bergamo, c’erano un paio di documenti che parlavano da soli. Nello studio legale s’è tenuta l’assemblea dei soci di Sviluppo turistico Lizzola, la società finita nell’indagine che ha per protagonista l’ex sindaco di Valbondione, Benvenuto Morandi, già direttore del Private banking di Intesa, a Fiorano al Serio dove sarebbero spariti oltre 30 milioni di euro, più di 10 finiti sui conti proprio di Stl.

Quattro quindi le ultime tegole: una fresca di giornata, il pignoramento di Equitalia sui conti correnti bancari di Stl, l’altra è un decreto ingiuntivo per 280 mila euro, immediatamente esecutivo. Il provvedimento del giudice, emesso su richiesta di un creditore, sarebbe stato notificato martedì.

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A questi si devono aggiungere la bolletta di Repower (da 30 mila euro, ndr) che per ovvi motivi non si può pagare, con il rischio reale che di qui a pochi giorni venga ridotta la potenza della corrente. E il fatto che un gatto delle nevi s’è rotto e non ci sono le risorse per farlo riparare. Non c’era altra strada che avviare le procedure per la liquidazione».

E così è stato deliberato mercoledì da Sabrina Semperboni, proprietaria di Mountain Security che detiene il 58% di Stl, e dal commissario prefettizio Patrizia Savarese (il Comune ha l’altro 41%), alla presenza del collegio sindacale della società e davanti all’avvocato Zonca.

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