Dalla Germania all’Emilia Romagna
Ecco alcuni stadi rimessi a nuovo

Uno stadio all’inglese, senza divisioni, e con i settori vicini al campo di gioco. Il presidente Antonio Percassi l’ha ribadito lunedì sera a Bergamo Tv . Una soluzione già seguita per diversi stadi: vi proponiamo alcuni esempi ben riusciti, qualcuno anche nostrano.

Uno stadio all’inglese, senza divisioni, e con i settori vicini al campo di gioco. Il presidente Antonio Percassi l’ha ribadito lunedì sera a Bergamo Tv in occasione della trasmissione «Tutto Atalanta». L’intenzione è quella di procedere per settori, così da rimettere a nuovo il vetusto «Atleti Azzurri d’Italia» nel giro di pochi anni, possibilmente per il 2017.

Una soluzione già seguita per diversi stadi europei, ma paradossalmente non in Inghilterra, dove si preferisce realizzare strutture ex novo. In Italia gli esempi meglio riusciti sono quelli del «Braglia» di Modena e del «Manuzzi» di Cesena, impianti decisamente datati e trasformati in piccole bomboniere con posti a sedere tutti al coperto.

Difficile considerare invece una ristrutturazione quella della Juventus Stadium, considerato che è sorto sulle ceneri del «Delle Alpi», costruito e demolito in poco più di 20 anni di vita. In questo senso è ben più interessante il restyling del Comunale, casa del Toro. Grande attesa, c’è per il nuovo volto del «Friuli» di Udine, che diventerà uno stadio simile a quello che vorrebbe Percassi.

All’estero gli esempi sono numerosi, i più interessanti in Germania, dove per il Mondiale del 2006 si è messo mano a diversi impianti storici, dando loro un volto nuovo e funzionale: è il caso di Colonia (l’Atalanta vi giocò nel 1990 in Coppa Uefa) e del vecchio Müngersdorfer Stadion, ora ribattezzato RheinEnergieStadion. Oppure della Mercedes Benz Arena di Stoccarda, già Gottlieb-Daimler-Stadion, ma anche per restare su interventi più recenti del Weserstadion di Brema.

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