Domenica mattina prima messa
nella chiesa del Papa Giovanni XXIII

Sara celebrata domenica 27 luglio, alle 10.30, la prima Messa nella chiesa dedicata a Papa Giovanni XXIII nel nuovo ospedale di Bergamo. Alle 17, invece, la Messa vespertina. Nei giorni feriali la Messa sarà celebrata alle 7.30 e alle 17.

Domenica mattina prima messa nella chiesa del Papa Giovanni XXIII
Chiesa dedicata a Papa Giovanni XXIII nel nuovo ospedale

Sara celebrata domenica 27 luglio, alle 10.30, la prima Messa nella chiesa dedicata a Papa Giovanni XXIII nel nuovo ospedale di Bergamo. Alle 17, invece, la Messa vespertina. Nei giorni feriali la Messa sarà celebrata alle 7.30 e alle 17 mentre la chiesa rimane aperta dalle 7.30 alle 12 e dalle 15 alle 17 (con possibilità di visita guidata).

Soddisfatto Mario Ratti, presidente del Comitato chiamato a dar vita al progetto della nuova chiesa. «Il vescovo Roberto Amadei mi convocò in episcopio, eravamo verso la metà del 2007, mi parlò dell’idea di realizzare una chiesa per l’ospedale nuovo dedicato a Papa Giovanni XXIII. Disse che era una cosa su cui riflettere con attenzione, che voleva istituire un comitato apposito. Si doveva pensare al tipo di chiesa, al luogo esatto dove costruirla, a reperire i finanziamenti... Ma un compito del comitato è poi stato anche quello di inventariare, dopo il trasloco, tutto quanto rimasto nei vecchi Ospedali Riuniti che poteva venire donato a chi ne aveva bisogno, si andava dalle sale operatorie agli armadi, ai letti... In sostanza dovevamo dare una mano all’Azienda ospedaliera».

Mario Ratti parla nella piccola sala riunioni della sua azienda, a Mozzo. Il vescovo Amadei volle che Ratti assumesse la responsabilità di questo comitato, decisione confermata poi dal vescovo Francesco Beschi. Racconta Ratti: «Cominciammo a lavorare nel settembre del 2007. C’erano Giovanni Pagnoncelli, Federico Manzoni, Giuseppe Locatelli, Franco Cortesi, Giovanni Gaiti. Per il vescovo era presente monsignor Maurizio Gervasoni, che ha fornito un contributo determinante nel corso del nostro lavoro. C’era anche un esponente dell’azienda ospedaliera: prima il direttore generale Carlo Bonometti, quindi il suo successore, Carlo Nicora».

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