Mercoledì 30 Aprile 2014

Ecco la Bergamo secondo Gori

«Moderna, con il lavoro al centro»

La conferenza stampa di Gori per la presentazione del programma

Una Bergamo moderna, ospitale, orientata al a lavoro e allo sviluppo. È la città del futuro disegnata nel programma di Giorgio Gori che mercoledì mattina - nella sede del comitato elettorale in via XX Settembre, accompagnato dai principali rappresentanti della coalizione di centrosinistra - ha presentato i punti essenziali del programma già disponibile in rete.

Vogliamo - ha spiegato Gori - una Bergamo dove sia bello vivere: vogliamo costruire una Bergamo delle qualità, una città più sicura. «Attenzione alle aree dismesse, diamo un centro a ogni quartiere, garantendo sicurezza; avremo cura dei luoghi della città, per i giovani e a misura di famiglia».

Stella polare del programma è la risposta ai bisogni dei cittadini: per Gori bisogna riprogettare il welfare, coinvolgendo il privato nel sociale. Sul fronte delle opere c’è la ristrutturazione dello stadio, un nuovo palazzetto in un’area dismessa e non nel parco agricolo.

Finita la stagione delle circoscrizioni, «puntiamo sulla rete sociale che è una ricchezza della città». «Prevediamo la figura del delegato di quartiere». Sul fronte del bilancio del Comune dice: «Altro che tesoretto, si sono venduti tutti gli immobili e ora “a2a” per pagare i debiti. La prima cosa da creare sarà un ufficio progettazione europea, per poter accedere ai fondi della Ue. Anche i social bond sono una strada».

Secondo macro punto del programma è lo sviluppo del territorio con il lavoro al centro. «L’aeroporto è alla soglia massima di sviluppo. Nessun quartiere deve essere indicato come zona di rispetto. E poi il Comune deve avere un ruolo più incisivo in Sacbo».

Terzo punto è quello in cui si disegna la città del futuro, dal punto di vista urbanistico, della mobilità e dell’ambiente. «Stop al cemento e riduzione delle volumetrie in sede revisione Pgt. E Porta Sud non è un orizzonte da archiviare». Nel programma c’è anche il parco urbano dello sport e un anello verde attorno alla città. In Città Alta invece si vuole privilegiare il residenziale e le presenza di negozI di vicinato. In centro invece stop alle auto: il cuore della città che va ripensato con un concorso internazionale di idee. «Non possiamo - ha concluso Gori - buttar via altri 5 anni»

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