Giovedì 17 Aprile 2014

Fontana durissimo con Alfano:

«con lui inutile perdita di tempo»

L’onorevole Gregorio Fontana

«Si è preso atto delle criticità rappresentate dai sindaci e delle peculiarità che caratterizzano ciascuna di quelle realtà territoriali». Così si legge nel comunicato stampa emanato dal Viminale al termine dell’incontro tra il ministro Alfano e la delegazione dei sindaci di Bergamo e Cremona per parlare di sicurezza.

Gregorio Fontana, deputato bergamasco di Forza Italia, critica duramente l’esito dell’incontro: «Si è trattata di una inutile perdita di tempo. Alfano dovrebbe restituire i soldi del biglietto ai sindaci. Impressiona il distacco e la superficialità con cui il ministro Alfano ha liquidato l’incontro sui problemi della sicurezza con i sindaci bergamaschi - continua l’onorevole Fontana -. Innanzitutto è emblematica la scarsa attenzione che il ministro ha riservato ai problemi dei nostri amministratori ed in particolare il fatto di aver mischiato nel comunicato ufficiale del Ministero l’incontro della delegazione di Bergamo con quella di Cremona».

«Ma quello che davvero sconcerta è che sulle problematiche che riguardano Bergamo non c’è stata nessuna risposta. Nessuna risposta sulla richiesta di dotazioni speciali per la polizia locale, tali richieste giacciono inevase negli uffici del Ministero da mesi e mesi - sottolinea Fontana -. Nessuna risposta sul licenziamento dei 44 alpini destinati, tra Bergamo e Brescia, al sostegno di polizia e carabinieri nell’ambito dell’operazione Strade Sicure».

«Nessuna risposta anche sulla chiusura della polizia postale di Bergamo. Nessuna risposta immediata sul potenziamento degli organici di polizia e carabinieri della nostra provincia, che è il presupposto della possibilità operativa delle strutture sul territorio, come ad esempio il Commissariato di Treviglio. Se il ministro in questo incontro doveva limitarsi ad una generica presa d’atto dei problemi - conclude l’onorevole Fontana - poteva tranquillamente evitare di scomodare i nostri amministratori per farli andare a Roma, bastava leggere le numerose interrogazioni parlamentari, le lettere e gli appelli dei sindaci e di migliaia di cittadini. Avremmo fatto risparmiare a tutti tempo e denaro».

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