Fusione, un solo paese dice «no»
Non nasce il primo «super-Comune»

A Luzzana il sì alla fusione dei Comuni con Vigano San Martino e Borgo di Terzo passa per una manciata di voti: 12 su 444 votanti. Poche decine di minuti più tardi però arriva il «nein» di Borgo di Terzo: i no sono stati 7 in più dei sì (550 votanti). Salta così la nascita del primo super-Comune.

A Luzzana il sì alla fusione dei Comuni con Vigano San Martino e Borgo di Terzo passa per una manciata di voti: 12 su 444 votanti. Poche decine di minuti più tardi però arriva il «nein» di Borgo di Terzo: i no sono stati 7 in più dei sì (550 i votanti). Salta così la nascita del primo super-Comune.

Ininfluente il voto a Vigano San Martino, dove pure i sì stavano vincendo e dove lo spoglio è durato un po’ più che negli altri due paesi.

Vigano, Borgo di Terzo e Luzzana sono stati primi d’Italia ad avere i Comuni consorziati: in comune, da anni, tutti i servizi, dagli uffici pubblici alla polizia locale. Ognuno, finora, aveva conservato autonomia solo per quanto riguarda l’anagrafe.

Poi si è pensato di passare alla fase due: chiamare i cittadini alle urne per decidere se trasformare tre paesi in un Comune unico.

Una vera e propria campagna elettorale ha preceduto il voto, con gli opposti schieramenti che non hanno risparmiato nulla pur di far prevalere la propria tesi. Agli elettori, nella giornata di domenica, è stato chiesto di esprimersi per il sì o per il no: le urne si sono chiuse alle 21 poi è iniziato lo spoglio.

La vittoria del sì poteva avvenire solo nel caso in cui in tutt’e tre i seggi, allestiti uno per ogni Comune, avesse vinto il sì.

Sulla scheda gli elettori dovevano esprimere la loro preferenza anche per il nome del nuovo Comune: errano ben 8 le opzioni, da Borgonuovo a Boghiuniti, da Borghi sul Cherio a Treborghi, da Borgovivo a Vizzate, da Lugate a Tezzano. Ma ormai quale nome abbia vinto non ha più importanza: varrà solo per le statistiche.

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