Il leader secessionista al gip:
sono un prigioniero di guerra

Scena muta dei secessionisti veneti venerdì 4 aprile nei primi interrogatori di garanzia in carcere. Tranne poche eccezioni, gli indipendentisti arrestati dai Ros, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Scena muta dei secessionisti veneti venerdì 4 aprile nei primi interrogatori di garanzia in carcere. Tranne poche eccezioni, gli indipendentisti arrestati dai Ros, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Ha parlato invece l’ex esponente dei «forconi», Lucio Chiavegato, che ha risposto al gip e annunciato l’inizio dello sciopero della fame. L’atteggiamento dei secessionisti è stato tutt’altro che remissivo. «Sono un prigioniero di guerra» ha detto orgogliosamente il «capo» dei secessionisti, l’ex Serenissimo, Luigi Faccia, in carcere a Padova.

Accusato di associazione con finalità di terrorismo ed eversione, Faccia si è mostrato combattivo e determinato, anche quando gli è stato chiesto di declinare le generalità, sulla propria nazionalità ha risposto senza dubbi: «veneta». Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere, Luigi Faccia, ha anche chiarito il proprio ruolo all’interno dell’Alleanza che stava preparando un Tanko artigianale per tornare in piazza a Venezia: «Come responsabile del Veneto Fronte di Liberazione, servitore della Veneta Serenissima Repubblica - ha detto - mi dichiaro prigioniero di guerra». Poi più nulla.

Stessa cosa aveva fatto in Tribunale a Padova l’altro ex Serenissimo finito ai domiciliari nell’operazione di martedì scorso, Flavio Contin, colui che nascondeva in un capannone a Casale di Scodosia (Padova) il «carro armato», con cannoncino 12 mm, ricavato da un caterpillar. L’ultrasettantenne Contin non ha parlato con il gip, e allo stesso modo si sono comportati altri dei detenuti nel carcere di Verona. Non tutti però.

Lucio Chiavegato, un altro dei personaggi chiave dell’inchiesta, ha invece risposto al gip, sostenendo che molti aspetti che la Procura di Brescia gli addebita gli sarebbero del tutto sconosciuti. Attraverso la moglie, Barbara Benini, l’uomo ha quindi annunciato che farà lo sciopero della fame fin quando non sarà liberato.

Oggi sarà una giornata importante soprattutto perché nel carcere di Treviso il gip ascolterà il presunto «ideologo» dei secessionisti, Franco Rocchetta. Il quale, anticipa il suo legale, Fabio Pinelli, fornirà al gip la sua verità.

Un appello alla magistratura a giudicare i secessionisti da «uomini liberi» è giunto dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. «Parta un appello popolare affinché siano liberati tutti» è l’auspicio di Zaia.

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