Lunedì 09 Giugno 2014

Il nuovo sindaco di Pavia? Atalantino

«Passione ereditata da parte di padre»

Massimo Depaoli impegnato in una partita a calciobalilla

Il nuovo sindaco di Pavia? «Atalantino convinto per eredità paterna». Parola di Massimo Depaoli, fresco primo cittadino in capo ad una coalizione di centrosinistra, superando l’astro nascente azzurro Alessandro Cattaneo, indicato dai sondaggi come «il più amato d’Italia». Ma non altrettanto votato, evidentemente.

«Un gran bell’anno, niente da dire» ride lui al telefono: «Bel campionato dell’Atalanta e ora la vittoria in Comune. I nerazzurri sono stati di buon auspicio». Professore di lettere , già consigliere comunale di opposizione, Depaoli è un atalantino convinto: «La verità? Mio padre Bruno lo era molto più di me, e ci scherzavamo molto. Alla sua scomparsa ho pensato che la Dea non dovesse avere un tifoso di meno, e ho raccolto la sua eredità». Provare per credere a dare un’occhiata al suo profilo Facebook, dove si presenta così:

«Per anni presidente di Legambiente Pavia.

Laureato con Maria Corti con una tesi sugli Skiantos. Ama il punk e la musica elettronica. Tifoso (di curva) del Pavia e dell’Atalanta».

Al punto da venire diverse volte in «curva Pisani: questo campionato mi sono pure beccato la vittoria con l’Inter, una goduria...». Perché a Pavia «c’è un gruppo di atalantini che viene ogni domenica in curva, io mi aggrego a loro». E torna un po’ bergamasco, terra dove i legami passano «per un nonno ferroviere che si era insediato in quel di Grumello del Monte». E che due generazioni dopo proseguono con un nipote ora sindaco e atalantino. «Ma pure tifoso del Pavia. Anzi, se l’Atalanta facesse un gemellaggio e ci mandasse qui dei giovani...».

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