Il rogo di Treviglio, i soccorritori
«Aveva ancora il fuoco sulle gambe»

Chi per primo è intervento a soccorrere il suo vicino di casa ustionato dalla fiamme - giovedì a Treviglio - è stato Roberto Pagani, residente con moglie e figlioletta al piano rialzato del condominio, proprio sotto l’appartamento di Paolo Merati. «Aveva ancora il fuoco sulle gambe».

Chi per primo è intervento a soccorrere il suo vicino di casa ustionato dalla fiamme è stato Roberto Pagani, residente con moglie e figlioletta al piano rialzato del condominio, proprio sotto l’appartamento di Paolo Merati.

Una scena che ben difficilmente potrà scordare quella che gli si è presentata davanti agli occhi, una volta salito al pianerottolo del piano superiore: «Paolo era in posizione fetale, con la schiena rivolta alle scale – ha raccontato il trentanovenne – e il suo corpo era completamente bruciato. Aveva ancora il fuoco che gli avvolgeva le gambe dalle ginocchia in giù e allora mi è venuto spontaneo scendere in casa, prendere un secchio d’acqua, risalire e spegnere le piccole fiamme che ancora lo avvolgevano»

«Non so se sia stato il modo migliore per intervenire – ha ammesso Roberto Pagani – ma in quella situazione e nel vedere Paolo messo in quel modo ho agito d’istinto, convinto di non farlo soffrire ancora di più».

E’ stato aiutato anche dal dirimpettaio Paolo Rolli, 44 anni, che nell’appartamento abita con la madre : «Sono stato svegliato da Roberto e l’ho seguito subito – ha fatto sapere – salendo anch’io sul pianerottolo dove Paolo era in quelle condizioni. Gli ho detto di stare tranquillo che sarebbero arrivati i soccorsi e intanto gli ho tolto di dosso le parti di biancheria carbonizzate».

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