Domenica 07 Settembre 2014

Isis, Belotti: stiamo molto attenti

Misiani: più controlli ma più dialogo

Daniele Belotti
(Foto by Gian Vittorio Frau)

Terroristi islamici arruolati per la milizia dell’Isis, vissuti una decina d’anni in Bergamasca: «La notizia - commenta Daniele Belotti, segretario della Lega Nord di Bergamo – evidenzia che la nostra zona non è assolutamente esente da rischi e pericoli, come dimostrano i fatti di questi giorni e come hanno dimostrato in passato le inchieste e gli arresti di integralisti avvenute a Bergamo e Spirano».

Per Belotti bisogna tenere alta la guardia: «Dobbiamo stare molto attenti a dare spazio a questa gente, e con “questa gente” intendo musulmani, perché se sono stati arruolati ragazzi che hanno vissuto in Bergamasca per dieci anni significa che l’integralismo lo hanno appreso frequentando ambienti islamici. Così non funziona. Ci vuole un atteggiamento più rigido e rivedere posizioni di apertura indiscriminata come hanno attuato Francia e Gran Bretagna».

Per l’esponente della Lega con eccessiva tolleranza i problemi futuri potranno essere di estrema gravità: «Oggi questi integralisti vanno a fare i mercenari in Iraq o Siria, domani rischiamo che diventino kamikaze qui da noi».

Anche per Marco Pagnoncelli, senatore di Forza Italia, non stupisce che a Bergamo si riscontri la presenza di estremisti: «È da anni che solleviamo il problema, spiace che la nostra città si trovi al centro di un problema che va però oltre l’aspetto provinciale. Il problema è complesso e la battaglia contro l’integralismo è dura».

Pagnoncelli riconosce che l’integrazione «è un atto fondamentale e che si deve trovare un modo per convivere dove il rispetto delle regole è necessario. Anche i nostri padri e nonni sono emigrati osservando le norme dei luoghi in cui arrivavano. Chi le rispetta fa parte della comunità, ma si dovrebbe poter rimandare da dove arriva chi non le osserva».

Non sottovaluta la serietà di quanto accertato Antonio Misiani, deputato del Pd: «È un fatto molto grave. È sconvolgente apprendere che ragazzi vissuti e cresciuti nei nostri paesi, accanto ai nostri figli, si siano fatti irretire da un movimento violento e sanguinario che nulla ha a che fare con i valori della loro religione». Necessario il controllo, ma non sufficiente: «Di fronte a tutto questo le misure di sicurezza vanno rafforzate al massimo, ma da sole non bastano. L’ideologia del terrore va sconfitta anche sul terreno culturale, investendo sul dialogo e l’inclusione e contrastando fermamente l’intolleranza e l’estremismo religioso». 
L. Arn.

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