Giovedì 22 Maggio 2014

Italia Nostra e Legambiente con Gori

Belotti: «Così perdono credibilità»

Daniele Belotti

«Italia Nostra e Legambiente perdono credibilità per difendere il “loro” candidato Giorgio Gori. Nel centrosinistra orobico – dichiara Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega Nord e candidato alle elezioni Europee - c’è un’epidemia di ipocrisia che pare aver contagiato parecchi suoi rappresentanti.

Dopo aver visto bersaniani di ferro come Sergio Gandi che schifava “il milionario” Giorgio Gori salvo convertirsi perché spera di diventare vicesindaco diventando così un ultrà renziano, ieri abbiamo assistito a un umiliante zerbinaggio politico da parte di organizzazioni come Legambiente, Associazione Città Alta e i Colli e Italia nostra Bergamo. Che hanno perso l’ennesima occasione per dimostrarsi davvero interessati alla tutela del territorio e non al tifo politico, ovviamente a sinistra.

Ieri, infatti, sono stati protagonisti di un dibattito con i candidati sindaci sul futuro di Bergamo Alta e alla presenza di una nutrita pattuglia di pubblico piddino che abita nella zona chic della città. Ebbene, in ore di discussione sono stati elencati tutti i problemi e i difetti del borgo storico, con parecchie osservazioni alla giunta di centrodestra, ma nessuno (nessuno!) ha avuto la decenza di chiedere conto a Gori della sua veranda abusiva sotto la Rocca e a lato di Palazzo Moroni.

Si può capire l’imbarazzo di Italia Nostra che ha come vicepresidente proprio l’architetto di Giorgo Gori, così come l’Associazione Città Alta con il suo storico rappresentante, Giovanni Ginoulhiac, che si è candidato alle primarie del Pd, senza però riuscire a raccogliere le firme necessarie, nonchè di Legambiente che sforna a ripetizione candidati nelle liste di sinistra, ma una domanda una sulla volontà di Gori di difendere l’integrità del borgo storico qualcuno poteva farla?

Ma sulla tutela di Città Alta che credibilità potrà avere un candidato sindaco che in modo arrogante si fa una veranda in zona ipervincolata infischiandosene di autorizzazioni paesistiche, permessi di costruire, nulla osta della soprintendenza?

Ci dispiace, ma la credibilità di queste associazioni, almeno a Bergamo, è pari a quella di Giorgio Gori, ovvero nulla: ormai sono solo ambientalisti da salotto, anzi da veranda abusiva».

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