Giovedì 05 Dicembre 2013

La crisi e l’analisi dei redditi

Cresce la forbice tra ricchi e poveri

Dal 2007 al 2011, negli anni dove la crisi ha colpito buona parte delle famiglie bergamasche, ci sono Comuni dove i redditi da oltre 100 mila euro all’anno sono cresciuti. Caso emblematico è Gorle che, sui 244 Comuni della provincia, è al primo posto per reddito medio: 33.753,55 euro nel 2011 rispetto ai 33.367,43 del 2010. Qui, dal 2007 al 2011, la percentuale di cittadini che rientra nella fascia di reddito che va dai 10 mila ai 33.500 euro è diminuita (da 64,7% a 60,7%) mentre aumenta la percentuale di cittadini che dichiara redditi più alti: si passa dal 16 al 18,6% da chi dichiara tra i 33.500 e i 60 mila euro, dal 7 al 7,5% della fascia tra i 60mila-100mila euro e dal 4,3% al 4,9% di chi dichiara oltre 100mila euro.

La stessa situazione a Bergamo (reddito medio di 32.273,50 nel 2011 e di 31.920,47 nel 2010), con i redditi oltre i 100 mila euro che (dal 2007 al 2011) crescono dal 3,9 al 4,1%, quelli tra i 60 mila-100 mila euro che salgono da 5,5 a 6,2% e tra i 33.500 ai 60 mila da 14,5 a 16,1%. Diminuisce la percentuale di chi dichiara tra i 10mila ai 33.500 euro (da 66,4 a 63,9%).

Ma il quadro provinciale si presenta estremamente frammentato, con una concentrazione dei redditi più alti in città e nei Comuni dell’hinterland e due eccezioni, Sarnico e Treviglio, lontani dall’epicentro provinciale. Una situazione già presente nel 2007, ma che negli anni si è andata cristallizzando. Dal 2007 le prime tre posizioni sono rimaste invariate, con Gorle sempre al primo posto, Bergamo al secondo e Mozzo al terzo. I Comuni che ricoprono le posizioni successive oscillano negli anni, ma di poche posizioni: nel 2011 al 4° posto troviamo Cenate Sotto, al 5° Ranica, 6° Sarnico, 7° Treviglio, 8° Ponteranica, 9° Torre Boldone, 10° Torre de’ Roveri.

La situazione emerge chiara da un’analisi dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi tra il 2007 e il 2011 a cura dell’Ufficio studi Cgil Bergamo, sulla base dei dati pubblicati dal Ministero delle Finanze lo scorso 14 novembre.

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