Venerdì 20 Dicembre 2013

La guerra del noceto di Caravaggio

«Ora chiederò aiuto ai No Tav»

Gaetano Nodari tra il suo noceto, che ora non c’è più.

«Una volta alcuni gruppi di “No Tav” mi avevano contattato per dirmi che mi volevano sostenere nella mia battaglia. Io allora avevo detto loro di no perché non desideravo avere e creare problemi. Mi sa che adesso però li ricontatterò per chiedere aiuto: sono veramente stufo di questa questione».

A parlare è Gaetano Nodari, l’agricoltore di Caravaggio che da più di un anno è in lotta con Cepav2, il consorzio che sta costruendo il tratto Treviglio-Brescia della Tav, per ottenere un congruo indennizzo per il suo noceto di Fornovo. Nodari lo aveva piantato 22 anni fa, ma l’anno scorso è stato tagliato: sul terreno di 3.400 metri quadri dove prima si trovavano i 268 noci ora sorge il cavalcavia collegato alla ex statale 591, che passa sopra i tracciati dell’autostrada Brebemi e della Tav.

Il fatto che ha fatto perdere la pazienza a Nodari risale ai giorni scorsi. Quest’estate la terna arbitrale del tribunale di Bergamo aveva stabilito che all’agricoltore doveva andare per il noceto un indennizzo di 176 mila euro. La cifra era sembrata troppo bassa all’agricoltore, così aveva fatto ricorso alla Corte di appello di Brescia chiedendo 130 mila euro in più. È notizia dei giorni scorsi che anche Cepav2 ha presentato un contro-ricorso chiedendo invece che la cifra venga ridotta. A quanto? 11.436 euro.

Per la precisione, i 268 noci sono stati valutati da Cepav2 per un totale di 1.086 euro. Il motivo è che sono stati ritenuti semplice legna da ardere non avendo, secondo quanto sostenuto dal consorzio, le caratteristiche per produrre legno pregiato; 10.350 euro è stato valutato invece il terreno. «Proponendo questa cifra ridicola - commenta Nodari - hanno sconfessato anche il loro stesso tecnico membro della terna arbitrale».

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