Sabato 01 Marzo 2014

La guerra dell’acqua finisce al Tar

Cinque Comuni presentano ricorso

Dalla richiesta formale al Consiglio provinciale alle vie legali. I Comuni di Castelli Calepio, Covo, Isso, Rovetta e Vigano San Martino, che fanno parte del Comitato «Acqua bene comune», hanno presentato un ricorso al Tar di Brescia per chiedere l’annullamento delle delibere, approvate a dicembre in Via Tasso, che introducono l’aumento retroattivo a tutto il 2013 della tariffa dell’acqua, da 0,98 a 1,077 al metro cubo, per gli utenti di Uniacque.

È di fatto una nuova puntata della guerra dell’acqua che non accenna a placarsi. Il corposo ricorso contro Provincia, Ufficio d’Ambito, Conferenza dei Comuni e nei confronti di Uniacque, non fa che ribadire quanto il Comitato sostiene con forza: l’aumento retroattivo al 2013 non era necessario.

Tanto più – dicono i sindaci – se si considerano i numeri del bilancio 2013 di Uniacque, gestore del servizio idrico, che ha registrato quasi dieci milioni di utile in più (al lordo delle tasse) rispetto a quanto preventivato nel Piano economico-finanziario (13.979.000 euro), approvato a fine anno dal Consiglio provinciale.

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