Martedì 19 Novembre 2013

La rivincita degli alpeggi:

li recupera il Parco delle Orobie

La baita di Verzuda bassa

È stato presentato il 19 novembre ad Albino il progetto «A.R.C.OROBIE - Alpeggi: Risorsa Culturale delle Orobie bergamasche», promosso dal Parco delle Orobie, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano (Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna) e i Comuni di Colere, Gromo, Oltressenda Alta, Taleggio, Valbondione, Valnegra e Vedeseta e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

La proposta metodologica presentata nel giugno 2013 è risultata meritevole di finanziamento sul Bando Cariplo. “Promuovere buone prassi di prevenzione e conservazione del patrimonio storico architettonico” - bando che ha selezionato le migliori proposte per l’elaborazione di progetti di prevenzione e conservazione su insiemi di beni storico – architettonici tutelati - in virtù del suo ambizioso obiettivo di dare un contributo decisivo alla conservazione del patrimonio di alcuni alpeggi presenti in alcune delle aree più significative del territorio del Parco.

Il patrimonio degli alpeggi è un patrimonio “povero”, che affonda le sue radici nella cultura rurale della montagna lombarda, composta da sistemi edilizi di varia complessità, realizzati con elementi naturali come la pietra e il legname, spesso ancorati a versanti impervi a quote comprese tra i 900 e i 1.700 m. Si tratta di strutture che hanno subito un progressivo spopolamento dal dopoguerra ad oggi con una conseguente drastica riduzione delle attività produttive e, in particolare, della agricoltura tradizionale, che attingeva da prati, pascoli e boschi le sue risorse contribuendo in maniera significativa alla definizione del paesaggio.

“Il patrimonio rurale delle Orobie bergamasche è soprattutto un insieme di beni architettonici le cui potenzialità non risiedono nella straordinarietà dell’elemento in sé, ma nella sua appartenenza a un sistema di tradizioni, di storia, di paesaggi e di sensazioni ,che, se debitamente valorizzato, può creare opportunità di sviluppo economico anche notevoli - ha spiegato Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche -. L’isolamento è il loro punto debole, ma questa vulnerabilità costituisce anche il loro maggiore punto di forza, definendo luoghi di eccezionale fascino e tranquillità, semplici e maestosi al tempo stesso, dove la natura e le attività antropiche si fondono in scenari senza eguali. Il nostro obiettivo è di recuperare l’assoluta straordinarietà di questi luoghi sia in termini paesaggistici che naturalistici, affinché possano trasformarsi in una opportunità per lo sviluppo di un diffuso sistema turistico rurale e sostenibile. Ringrazio quindi la Fondazione Cariplo per aver compreso queste potenzialità e per aver scelto di sostenere questo progetto”.

Gli alpeggi infatti costituiscono un esteso e complesso sistema territoriale che svolge non solo la primaria e fondamentale funzione produttiva, ma anche funzioni ambientali, paesaggistiche, storico-culturali e turistiche.

Visto il contesto cui si riferisce il progetto A.R.C.OROBIE il partner ideale non poteva che essere il Centro di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna – GE.S.DI.MONT. dell’Università di Milano, che promuove, coordina e sviluppa attività formative e di ricerca sul territorio montano lombardo e alpino

“L’abbandono degli alpeggi non comporta semplicemente una diminuzione del valore estetico e culturale del paesaggio, ma anche una minore accessibilità e fruibilità turistica dello spazio oltre che una riduzione della biodiversità naturale nelle sue componenti vegetale ed animale - ha spiegato il Professor Gian Battista Bischetti, Coordinatore del Progetto, -. L’alpeggio è un ambito territoriale ed economico con un grande punto di forza costituito dalla sua multifunzionalità, sebbene la sua sopravvivenza dipenda per lo più dal mantenimento della funzione produttiva, che in secoli di attività ha trasformato il paesaggio di montagna e dato solide radici alle tradizioni e alla cultura delle popolazioni montanare. Il processo di progressivo abbandono che hanno subito, oltre alle ovvie preoccupazioni riconducibili a considerazioni socio-economiche, implica importanti ripercussioni anche sul comparto naturalistico, con conseguente decremento della diversità specifica e della biodiversità”

Il bando di Fondazione Cariplo cui afferisce il progetto A.R.C.OROBIE è un bando in due fasi: una prima fase di analisi e pianificazione d’interventi di prevenzione e pianificazione e successivamente in considerazione dei risultati ottenuti nella prima fase , la loro realizzazione.

Grazie al finanziamento della Fondazione Cariplo è ora possibile avviare la prima fase del progetto il censimento degli alpeggi individuandone le peculiarità storiche, architettoniche e paesaggistiche, la schedatura secondo un modello il più possibile condiviso, la messa in rete dei risultati attraverso la definizione di una carta del rischio semplificata e la programmazione degli interventi di manutenzione. Il piano della manutenzione verrà stilato in base alla destinazione d’uso e alle tecnologie costruttive tradizionali, con particolare riguardo all’ecocompatibilità dei materiali e alla sostenibilità ambientale degli impianti tecnologici (es. elettrificazione), nell’ottica del consolidamento, del miglioramento statico e del risanamento conservativo e funzionale. Particolare importanza sarà data anche agli aspetti logistici, minimizzando l’impatto del cantiere sull’ambiente circostante.

Il censimento - In questa fase sarà fondamentale il contributo dei comuni proprietari degli alpeggi, ossia Colere, Gromo, Oltressenda Alta, Taleggio, Valbondione, Valnegra e Vedeseta. Verranno infatti mappate le baite d’alpeggio di proprietà e ne sarà valutato il grado di rappresentatività, con specifico riferimento alle tecnologie costruttive, ai materiali utilizzati e al grado di conservazione, definendo una proposta di piano delle manutenzioni. Grazie all’analisi degli archivi storici e ad indagini in loco verrà stesa una primissima mappatura e le informazioni verranno inserite in una banca dati digitale georeferenziata, comprensiva dei parametri necessari per compilare una Carta del Rischio semplificata e per pianificare la manutenzione programmata.

La condivisione – Tra gli obiettivi ambiziosi del progetto A.R.C.OROBIE, c’è anche quello di testare un nuovo metodo di gestione del patrimonio pubblico realizzando economie di scala derivanti dalla condivisione di conoscenze, risorse, informazioni e applicativi attraverso la collaborazione e scambi di know-how tra gli enti coinvolti. Saranno quindi previsti specifici incontri sul territorio al fine di illustrare, promuovere e condividere le principali idee progettuali. L’attività di comunicazione e condivisione sarà quanto più possibile trasversale a tutto il percorso e consentirà di divulgare i risultati sia in termini di processi di Conservazione programmata sia di tutela del paesaggio montano; tale attività coinvolgerà direttamente anche la Commissione Paesaggistica del Parco.

Le nuove tecnologie - Il progetto prevede l’inserimento degli alpeggi all’interno di un sistema di interfaccia cartografica/aereofotografica esistente, dove sono stati digitalizzati i principali sentieri che attraversano le montagne bergamasche e inserite oltre 400 schede con informazioni storiche, culturali e naturalistiche. Il risultato sarà un’applicazione disponibile anche per smartphone Contestualmente all’avvio delle altre attività, verrà implementato anche un software deputato alla gestione delle autorizzazioni per via telematica, con l’obiettivo specifico di velocizzare e semplificare per quanto possibile le procedure, oltre che eliminare la maggior parte dei supporti cartacei oggi necessari.

Formazione delle maestranze accreditate e avvio dei lavori - Con l’intento di creare un elenco di fornitori accreditati e specializzati nell’utilizzo di tecniche costruttive tradizionali, verranno studiati percorsi formativi, rivolti in particolare ai giovani, sulle tecnologie costruttive degli edifici rurali della montagna bergamasca, il reperimento delle materie prime, compatibilità con materiali industriali, logistica degli interventi e valutazione dei costi.

A questo punto verranno scelti alcuni edifici particolarmente rappresentativi, su cui verranno programmati i primi interventi sia di restauro dell’esistente sia di ampliamenti con architettura contemporanea

“Siamo particolarmente felici - hanno dichiarato concordi i sindaci dei Comuni coinvolti nel progetto - di poter prendere parte a questa iniziativa tanto ambiziosa, quanto importante per il nostro territorio, il cui obiettivo ultimo è quello di animare un sistema culturale che trasformi le difficoltà di salvaguardia dell’architettura rurale delle Orobie bergamasche in una concreta possibilità di sviluppo economico diversificato e a forte componente territoriale che, a partire dalla valorizzazione e dalla messa in rete del patrimonio rurale tipico della montagna lombarda, favorisca il ripopolamento delle aree marginali anche mediante l’incentivo alle attività antropiche tradizionali e promuova nuove forme di turismo sostenibile”.

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