Martedì 10 Maggio 2011

«Bullo» minaccia i carabinieri:
dall'auto di lusso alle manette

«Non mi porterete via l'auto. L'ho pagata 40 mila euro, voi manco li guadagnate tutti questi soldi. Io sono bergamasco e lotto per i miei diritti. Andate a fermare i marocchini». Era come minimo ubriaco, d'accordo.

Ma la speranza è che, rileggendo quanto ha vomitato addosso ai carabinieri intenzionati a sottoporlo a etilometro e drug-test, un po' si vergogni. Perché in quei minuti, un 29enne di Pontirolo è riuscito a incarnare il concentrato di quello che neppure i professionisti dello stereotipo hanno mai osato coniare sui bergamaschi: rozzezza, razzismo, passione per la bottiglia, denaro e «machinù» (un fuoristrada, tra l'altro neppure burino) come metri di misura da rinfacciare a gente in divisa che stenta ad arrivare a fine mese.

E dire che pure lui, il moderno Gioppino (e ci scuserà il burattino), dovrebbe saperne qualcosa. Perché fa l'operaio e il salario, a meno che non sia di famiglia agiata, forse lo costringe a sacrifici (per il macchinone da 40 mila euro? Che tristezza). Ma tant'è.

Poco dopo le 4 della notte tra sabato e domenica i militari di Treviglio, in via Pagazzano a Caravaggio, notano il fuoristrada transitare prima su un marciapiedi poi su un'aiuola. Lo fermano alla stazione di Vidalengo. Lui scende barcollando, l'alito vinoso che si fa invettiva: «Andate a cercare i veri delinquenti. Ho già picchiato i carabinieri (è vero, è recidivo, ndr)».

Poi le farneticazioni su orgoglio orobico, marocchini, euro e, in caserma, l'aggressione al carabiniere che sta compilando il verbale dopo che ha rifiutato i test su alcol e droga, e il pugno al monitor del computer. Infine, l'arresto per resistenza, danneggiamento, oltraggio (più denuncia per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di droga).

Lunedì, in direttissima, era un agnellino. Arresto convalidato e obbligo di firma. Dovrà tornare in tribunale il 25 maggio, giorno in cui, come teste in un diverso processo, rischia di incrociare un altro bullo: Fabrizio Corona.

Stefano Serpellini

a.ceresoli

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