Domenica 09 Febbraio 2014

Lecco-Bergamo allo sprint finale

Lupi: un’occasione per lo sviluppo

Il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi a Lecco durante la visita al cantiere della variante in galleria

Il taglio del nastro avrà luogo nel 2017: è questa conferma la notizia più importante emersa nel corso della visita del ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, al cantiere della variante in galleria alla Lecco–Bergamo, che si avvia verso la fase cruciale dell’operazione.

Ad accogliere l’ospite c’era l’amministrazione provinciale di Lecco guidata dal presidente Daniele Nava, parlamentari Pd, l’assessore regionale Maurizio Del Tenno, consiglieri regionali e i sindaci di Lecco, Calolzio e Vercurago tra gli altri.

Tutti a dare il benvenuto a Lupi, che al proprio arrivo ha subito sottolineato che «la sfida vera dei nostri giorni è non soltanto limitarsi a parlare di come le infrastrutture siano fondamentali, ma riuscire a realizzarle. I cittadini sono ormai disillusi dalle promesse che i politici non mantengono; l’unico modo per riconquistare la loro fiducia è dimostrare che le cose non soltanto si annunciano, ma si fanno anche».

Tra l’altro, ha sottolineato, proprio queste opere hanno una valenza importante in quanto «rappresentano una grande occasione per lo sviluppo e il rilancio dell’economia. E a Lecco è presente un tessuto imprenditoriale di primissimo piano, composto da piccole e medie imprese ed è chiaro che la competitività si gioca anche su questo aspetto. Quindi, garantire infrastrutture adeguate è essenziale».

La parola è passata quindi al dirigente del settore grandi infrastrutture e viabilità della Provincia di Lecco, Angelo Valsecchi, che ha illustrato a Lupi le caratteristiche dell’operazione che si sta realizzando. «L’intervento è partito con qualche inerzia - ha spiegato -, ma ora è in velocità. Dopo il cavalcavia di Rivabella, primo lotto della variante, questa seconda fase porterà alla creazione del tunnel “San Gerolamo” per una spesa di 92,3 milioni di euro legata alla situazione nella quale andiamo a intervenire, tra lago e montagna. Il tutto tenendo in considerazione la presenza di una chiesa che ha quasi 500 anni di vita, di numerose falde acquifere e la necessaria attenzione per l’edificato. Abbiamo anche iniziato a pensare al nome del viadotto, che potremmo intitolare al beato Serafino. Al termine dei lavori, nel 2017, i 25mila veicoli che si spostano quotidianamente tra Calolzio e Lecco avranno non più solo due corsie a disposizione, ma quattro, con le due sotterranee che stiamo costruendo».

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