Mercoledì 05 Marzo 2014

L’imprenditore che sparò al ladro

Grazia: la diplomazia è al lavoro

La villa dove l’imprenditore sparò a un albanese che gli stava rubando l'auto

Si è sfiorato l’incidente diplomatico, ma poi sembra aver prevalso il buonsenso. Una delegazione della Lega (guidata dal segretario federale Matteo Salvini e da quello provinciale Daniele Belotti) e il sindaco di Arzago Gabriele Riva incontreranno Antonio Monella, l’impresario edile condannato dalla Cassazione a sei anni e due mesi per omicidio volontario.

Il 55enne, nel 2006, sparò a un ladro albanese che gli stava rubando il suv parcheggiato nel cortile di casa, uccidendolo. Il caso giudiziario si è chiuso, e secondo la sentenza definitiva l’uomo potrebbe venir arrestato da un momento all’altro. Ora, però, si è aperto il caso politico.

I primi a lanciare l’appello per la grazia sono stati i suoi difensori, gli avvocati Enrico Mastropietro e Andrea Pezzotta. Seguiti a ruota dal sindaco di Arzago - che ha promosso un comitato civico per la raccolta di firme a sostegno della causa - e dal Carroccio, che ha mobilitato i suoi rappresentanti istituzionali. Vista la delicatezza della situazione, però, l’obiettivo è tenere accesi i riflettori sulla vicenda senza etichette di partito e soprattutto senza circhi mediatici che cannibalizzino il dolore di queste ore. Così anche l’organizzazione dell’incontro di oggi è stata particolarmente delicata. Si terrà nel cantiere dove l’impresario edile sta lavorando alla costruzione di alcuni capannoni commerciali.

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