Venerdì 04 Aprile 2014

Maria e Mimmo, dolore senza fine

Il paese di Bottanuco sotto choc

Forze dell’ordine a Bottanuco Cesni foto

Sono le 16,30 quando il personale delle onoranze funebri «San Vittore» esce dalla casa di via Padre Kolbe con i feretri dei coniugi Maria Artale e Domenico Magrì, vittime di una tragedia che si è consumata giovedì mattina 3 aprile e culminata intorno alle 11 nella loro palazzina.

I figli, straziati da quanto è accaduto, piangono la morte di mamma Maria e di papà Mimmo. Un dolore che non lascia immune i parenti, gli amici e i vicini di casa che conoscevano la coppia che abitava qui ormai da più di quarant’anni: nessuno si sarebbe mai aspettato un fatto del genere.

Alcuni cittadini di Bottanuco, appena hanno saputo di quanto accaduto in via Kolbe, hanno raggiunto la frazione di Cerro per avere informazioni. Domenico era un impresario edile e, anche se aveva superato gli 80 anni, era ancora impegnato nel settore dell’edilizia. La moglie Maria, invece, per alcuni anni aveva gestito un negozio di gioielleria a Bottanuco, poi una quindicina di anni fa si è ammalata. In questi ultimi anni il suo stato di salute si era aggravato e aveva sempre avuto bisogno di cure e di una assistenza continua.

La tragedia è ancora in parte avvolta nel mistero. Probabilmente qualcosa potrà emergere ancora dalle indagini che stanno effettuando i carabineri del comando di Milano. Questo mentre la comunità di Bottanuco non si capacità ed è sotto choc, nel dolore per questa terribile storia di dolore e disperazione: «Sono andate tante volte a casa loro, una bella casa e una bella famiglia. Domenico voleva molto bene alla moglie Maria. Con loro viveva quasi stabilmente la badante di nazionalità ucraina che assisteva la signora Maria e con loro la sorella di Domenico che si chiama Lina - commneta una donna che li conosceva -. Persone gentili e disponibili. Credetemi sono frastornata e sgomenta come tanta gente di questo paese. Ci chiediamo il perché di questo gesto che è sfociato in una grande tragedia che resterà indelebile in tutti i loro familiari, ma anche nella gente di Bottanuco che non dimenticherà facilmente questa dolorosa mattina di sangue».

Le bare sistemate su due carri funebri hanno lasciato via Padre Kolbe per raggiungere l’Istituto di medicina legale di piazzale Gorini a Milano, ma la gente è rimasta nella via, non riusciva ad andarsene dal luogo della tragedia. Si sono formati dei capannelli, la gente di Bottanuco parlava, scuoteva la testa. Lo sgomento si leggeva sui volti di chi chiedeva notizie, voleva sapere come fosse possibile che un anziano tranquillo e lavoratore si sia trasformato in un folle omicida. Un interrogativo che non avrà facilmente una risposta.

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