Martedì 25 Febbraio 2014

Maxi bolletta Enel, Lizzola trema:

«Non so se arriviamo a sabato»

Il rifugio Mirtillo sabato pieno di gente

«Non so se arriviamo a sabato». Le parole suonano come un tuono, gravi e rassegnate. Nella frazione sopra Valbondione si scia e ci si crede ancora, ma chi ha sott’occhio i conti comincia a perdere la speranza. Da una parte il pienone di sabato e domenica che ha portato nelle casse di Sviluppo turistico Lizzola quasi 20 mila euro, dall’altra una busta che proprio non ci voleva.

«Come si fa a non pensare negativo? - commenta il presidente di Stl, Walter Semperboni -: pochi giorni fa è arrivata anche la bolletta dell’Enel, penso sarà l’ultima tegola». Si aggira sui trentamila euro e in tempi in cui è un problema trovare anche solo il gasolio da mettere nei gatti delle nevi - che finora s’è comunque trovato, anche grazie all’impegno di qualche imprenditore della zona -, non è difficile immaginare quanto pesi. La società degli impianti, in perenne rosso come la maggior parte delle concorrenti, quest’anno si ritrova alle prese con lo scandalo Morandi. E i soldi non ci sono, non si trovano.

«Non c’è più il Gamba che ce li metteva» aveva detto qualche tempo fa Semperboni. Pochi giorni dopo, Semperboni ha ricevuto un’altra lettera. Inviata proprio dall’avvocato di Gianfranco Gamba, l’imprenditore del gruppo Pezzoli di Gazzaniga, principale cliente e accusatore dell’ex direttore di banca Benvenuto Morandi, che è anche l’ex sindaco di Valbondione. E fino all’estate scorsa, pochi giorni prima che scoppiasse lo scandalo della banca di Fiorano, socio di maggioranza di Stl.

Ora l’imprenditore tramite il suo legale, batte cassa e dopo mesi di silenzio scopre le carte. Dai suoi conti e da quelli della figlia Simona sarebbero stati dirottati parecchi milioni di euro - il totale degli ammanchi nei conti gestiti da Morandi sarebbe di 30 milioni, 10 solo della famiglia Pezzoli-Gamba - sulle piste da sci di Lizzola. E ora li chiede indietro.

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