Lunedì 13 Gennaio 2014

«Cantamessa, non puoi deporre»

Ecco il perché della maxirissa

ferita alla mano di un uomo coinvolto in una raissa
(Foto by Monica Armeli)

Hanno smesso di picchiarsi solo quando hanno visto arrivare le auto dei carabinieri di Grumello con i lampeggianti. Quando i militari sono intervenuti, sabato sera a Bolgare, hanno trovato ancora sul posto tutti i partecipanti alla maxi rissa, sei indiani, e li hanno arrestati per rissa aggravata e lesioni personali.

Sono stati posti tutti ai domiciliari e nella mattinata di lunedì 13 gennaio sono comparsi davanti al giudice del tribunale di Bergamo per il processo con rito direttissimo. I carabinieri hanno sequestrato una spranga utilizzata per il pestaggio e i sei finiti in manette sono stati tutti medicati e dimessi dagli ospedali di Seriate, Romano, Calcinate e Papa Giovanni di Bergamo con prognosi tra i 2 e i 15 giorni.

Si tratta di due fratelli di Bolgare, S. S. di 29 anni incensurato e S. S. di 39 già segnalato nella banca dati delle forze dell’ordine; M. G. di 33 anni di Bolgare, già segnalato, M. K. di 34 anni di Telgate, già segnalato, S. P. di 26 anni di Telgate, già segnalato e S. B. S. di 25 anni domiciliato a Ghisalba, anche lui segnalato.

In merito alla causa che avrebbe fatto scaturire la rissa sono due le versioni che circolano tra i sei indiani: chi ha subìto le lesioni più pesanti avrebbe spiegato in tribunale che le ferite erano intimidatorie affinchè non testimoniassero nel caso della morte della dottoressa Cantamessa: «Mi volevano colpire perché non vogliono che faccia il testimone nel processo per l’omicidio di Eleonora Cantamessa» avrebbe detto uno dei sei indiani protagonista della maxi rissa avvenuta tra via Papa Giovanni XXIII e via Rovaris, nel parcheggio che affianca l’ingresso dell’oratorio, a pochi chilometri da dove si era verificato l’investimento della dottoressa bergamasca.

Chi ha invece le lesioni più lievi parla di vecchie diatribe e tensioni tra gruppi indiani. Per tutti e sei è stato convalidato l’arresto con divieto di uscire dalle loro abitazioni dalle 21 alle 7 del mattino oltre all’obbligo di presentarsi davanti ai carabinieri dalle 16 alle 17: il processo è stato rinviato a mercoledì 15 gennaio.

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