Omicidio del giovane Eddy
«Operaio capace di intendere»

Totalmente capace di intendere e di volere, e quindi imputabile. È stato questo l’esito della perizia psichiatrica su Nicola Comi, l’operaio di 32 anni di Carvico ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso a gennaio di due anni fa a Chignolo d’Isola Eddy Castillo.

Omicidio del giovane Eddy  «Operaio capace di intendere»
Eddy Castillo, in una fotografia che gli amici facevano circolare su Internet

Totalmente capace di intendere e di volere, e quindi imputabile. È stato questo l’esito della perizia psichiatrica su Nicola Comi, l’operaio di 32 anni di Carvico ora in carcere con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso a gennaio di due anni fa a Chignolo d’Isola Eddy Castillo, 26 anni di Almenno San Bartolomeo.

Lo ha illustrato il perito Sergio Luca Monchieri, nel corso dell’incidente probatorio davanti al giudice delle indagini preliminari Raffaella Mascarino e al difensore di Comi, l’avvocato Marco Rillosi. L’accertamento era stato chiesto proprio dal difensore, dopo che era emerso che l’operaio, da adolescente, a causa di un grave incidente stradale era rimasto per molto tempo in coma, fatto questo che avrebbe potuto aver lasciato anche degli strascichi a livello di capacità di intendere del giovane.

Così non è emerso dalla perizia, e a questo punto la parola torna al pm Carmen Pugliese, che già nei prossimi giorni potrebbe chiudere l’inchiesta e, trascorsi i termini per eventuali memorie difensive, chiedere il rinvio a giudizio del trentaduenne. A lui gli inquirenti erano arrivati dopo aver analizzato un mozzicone di sigaretta trovato sulla scena del delitto e a alcune tracce di materia organica sotto le unghie della vittima: il corpo di Eddy Castillo era stato trovato nelle vicinanze della discoteca Sabbie Mobili di Chignolo d’Isola, ucciso a suon di pugni, sembra dopo una lite piuttosto accesa: colpito, Castillo sarebbe caduto battendo la testa sul marciapiede. Gli esami sul Dna avevano portato a identificare in Comi il presunto assassino (in particolare i residui trovati sotto le unghie di Castillo indicavano che aveva ferito il proprio aggressore), e a maggio di quest’anno gli inquirenti avevano chiesto e ottenuto dal gip Mascarino un ordine di custodia cautelare in carcere per l’operaio, con l’accusa di omicidio volontario. Il difensore di Comi, una volta avuto modo sia di prendere atto delle contestazione che degli elementi di prova contro il suo assistito, aveva avanzato alla scorsa udienza la richiesta di una perizia psichiatrica, soprattutto per valutare la capacità di stare in giudizio di Comi: venerdì l’incidente probatorio.

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