Giovedì 07 Novembre 2013

Operazione contro i falsi on line

La Finanza sequestra 16 siti web

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La Guardia di Finanza di Bergamo, su provvedimento emesso in via d’urgenza dalla locale Procura della Repubblica, ha sequestrato 16 siti internet che commercializzavano on line oltre 400.000 prodotti contraffatti di abbigliamento ed accessori di noti marchi nazionali ed internazionali, in violazione degli articoli 473 e 474 del codice penale (introduzione e commercio di prodotti falsi sul territorio nazionale).

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, hanno accertato che i gestori dei siti avevano collocato all’estero gli indirizzi I.P. del loro siti, nell’intento di sviare e rendere maggiormente difficoltosa l’attività d’intelligence .

Lussemburgo, Spagna, Australia, Israele, Stati Uniti, Turchia, Hong Kong, Panama, Cina e India sono i paesi «interessati» dall’indagine, dove risultano allocati i server ospitanti le inserzioni di vendita dei prodotti.

Gli articoli proposti in vendita erano distribuiti su diverse migliaia di pagine, visitate giornalmente da altrettanti utenti. Tutti molto noti e di rilievo internazionale gli oltre 150 marchi falsificati, tra cui Ferrari, Armani, Moncler, Aeronautica Militare, Peuterey, Louis Vuitton, D&G, Prada, Gucci, Fossil, Fendi, Adidas, Bulgari, Cartier, Diesel, Rayban, Versace, Hogan, Rolex, Cavalli, Nike, Oakley, Kappa, Givenchy, Boss, Carrera, Longines, Miu Miu.

Al fine di verificare l’autenticità dei prodotti, le Fiamme Gialle bergamasche, d’intesa con l’Autorità giudiziaria ed in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, hanno interessato sia i titolari dei marchi licenziatari o delle società che tutelano il marchio sul territorio nazionale, sia i relativi consulenti in possesso delle necessarie competenze tecniche, allo scopo di ottenere specifiche perizie.

Gli esiti di tali attività hanno consentito di accertare che gli articoli erano di qualità tale da trarre in inganno i potenziali acquirenti, anche perché posti in vendita a prezzi non eccessivamente inferiori a quelli ufficiali di mercato. Per poter bloccare il funzionamento dei siti, il decreto di sequestro è stato notificato ad oltre 150 Internet Service Providers. Sono in corso ulteriori attività investigative dirette ad acquisire elementi su eventuali responsabilità di soggetti esteri.

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