Lunedì 17 Marzo 2014

Pirovano e il patrimonio dello Stato

«Vende a sé stesso e a prezzi salati»

Ettore Pirovano
(Foto by Bedolis)

L’Agenzia del Demanio ha dato il via alla grande vendita del patrimonio immobiliare pubblico dell’Italia: palazzi storici, carceri, scuole, ospedali e così via, con l’intento di destinare i proventi netti derivanti dalle cessioni alla riduzione del debito pubblico.

Ed ecco che a Bergamo vanno in vendita attraverso il “trasferimento di proprietà a titolo oneroso” la ex caserma Colleoni di via San Giovanni (superficie 24.400 mq) e lo storico palazzo Lupi di via Pignolo (superficie: 4.100 mq)

L’acquirente - si legge in una lettera inviata dal Ministero alla Provincia di Bergamo - c’è già ed è la Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo Investimenti per la Valorizzazione Extra - ovvero lo Stato che vende a sé stesso - ma, come prevede la norma, prima di concludere il trasferimento di proprietà è necessario che gli Enti pubblici (Comune, Provincia e Regione) potenzialmente interessati all’acquisto vengano informati in modo che si possano avvalere, qualora lo desiderino, del diritto di prelazione.

A questo fine l’agenzia del Demanio ha inviato due note in Provincia dalle quali si evincono l’avvenuto passaggio di proprietà e la cifra richiesta per la vendita: 320 milioni di euro per ciascun immobile, per un totale di 640 milioni di euro, cifre sorprendentemente uguali per due immobili tanto diversi per valore artistico, superficie e possibile destinazione d’uso.

E’ stato proprio questo ultimo dato a far sobbalzare sulla sedia il presidente della Provincia, Ettore Pirovano: «Sono cifre elevatissime, del tutto fuori mercato (si pensi che il vecchio ospedale di Bergamo è stato venduto per 50 milioni di euro!). Mi viene il dubbio che ci troviamo di fronte a stime gonfiate allo scopo di dimostrare come i bilanci siano più solidi di quanto non siano realmente e che la reale valutazione del fantomatico patrimonio dello Stato sia ben diversa. Chiederò ai nostri parlamentari di verificare...».

Nel video allegato la dichiarazione del presidente Ettore Pirovano

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