Mercoledì 04 Dicembre 2013

Presunte tangenti per S. Agostino

Indagato l’avvocato di Palafrizzoni

Palazzo Frizzoni

L’avvocato Vito Gritti, responsabile dell’ufficio legale di Palafrizzoni, è stato iscritto nel registro degli indagati per corruzione in concorso con l’ex assessore Marcello Moro e l’impresario Pier Luca Locatelli. Secondo le contestazioni (già trapelate nel luglio 2012, quando non era ancora sotto inchiesta, e che il diretto interessato respinge) era l’ipotetico destinatario di un secondo pagamento (mai andato in porto) nell’ambito della tangente che l’imprenditore di Grumello del Monte ha detto di aver pagato al politico pidiellino.

Cinquantamila euro, che sarebbero dovuti servire a sbloccare i versamenti - sospesi a causa di un contenzioso - del Comune per i lavori al complesso monumentale di Sant’Agostino appaltati alla ditta Baldassini-Tognozzi di Firenze, da cui la Locatelli aveva ricevuto un subappalto.

Ma altri 50 mila euro, secondo quanto aveva raccontato ai magistrati milanesi l’imprenditore di Grumello, Moro li avrebbe chiesti per «oliare» Gritti, l’uomo che doveva di fatto predisporre la delibera necessaria ad apparecchiare la transazione tra Palafrizzoni e la ditta fiorentina. È davvero così? Il pm Giancarlo Mancusi e i militari della Finanza hanno impiegato questi mesi per cercare riscontri, ma restano con alcune perplessità sui vari passaggi dell’iter che ha portato alla transazione e con un rovello fondamentale: Gritti pretendeva quei soldi oppure Moro ha millantato per cercare di intascarsi il doppio? Un vero ginepraio, soprattutto se si considera che l’ex assessore nega di aver mai preso un euro.

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 4 dicembre

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