Martedì 09 Settembre 2014

«Prima la veranda, ora il pergolato»

Lega ancora all’attacco su Casa Gori

La casa di via Porta Dipinta 34, di proprietà del sindaco Gori
(Foto by Beppe Bedolis)

«Avevamo beccato la sua veranda abusiva, gli era cresciuto il naso come Pinocchio, è stato costretto ad abbatterla, ma mai ci saremmo immaginati che Gori, da sindaco, cercasse ancora di fare il furbetto. Siamo oltre ogni decenza morale per chi, per il ruolo che ricopre, dovrebbe dare l’esempio a tutti i suoi cittadini». Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega Nord, commenta così le ultime novità sul caso della veranda abusiva della villa di via Porta Dipinta 34 di proprietà del sindaco.

«Le notizie pubbliche – spiega Belotti - si fermano ai primi di agosto ovvero alla demolizione dei 52,7 metri quadri realizzati abusivamente in un’area ipervincolata dal punto di vista storico e paesaggistico; ora resta solo la pavimentazione in piastrelle per le quali il sindaco ha chiesto la compatibilità paesaggistica che, nel frattempo, è stata concessa. Ma ecco la novità: Gori, con il suo nuovo architetto Andrea Castellucci (che fine ha fatto il suo precedente professionista Marina Mazzocchi, vicepresidente di Italia Nostra?), ha presentato la richiesta di realizzare un pergolato, con un vistosissimo telo in pvc colore bianco, della stessa superficie della veranda abusiva!».

«In pratica, colui che dovrebbe essere il garante delle norme del Comune che lui stesso amministra, colui che dovrebbe essere l’esempio di rigore per i propri cittadini se ne frega del Regolamento edilizio di Bergamo che stabilisce, all’art. 61, che “è ammessa la realizzazione di pergolati o gazebi posati su spazi lastricati o destinati a giardino... Le strutture di cui al presente articolo, di norma, non potranno occupare una superficie superiore a mq 20 per ogni unità immobiliare di cui siano stretta pertinenza”» rileva il segretario provinciale leghista.

«Si vede proprio che Gori a quella veranda ci tiene e la vuole di quasi tre volte la grandezza ammessa dal regolamento edilizio. Il suo principio è semplice: siccome c’è già una pavimentazione di 52 mq realizzata abusivamente (tra l’altro in piastrelle e non in lastricato) ora che è sanata utilizziamola per un nuovo pergolato!» continua Belotti. « Riguardo invece al “di norma” due sono le considerazioni: 1) una deroga simile non può di certo essere applicata in un contesto vincolatissimo a ridosso della Rocca e di Palazzo Moroni; 2) in una città seria una deroga non può di certo essere applicata per un sindaco che dovrebbe essere serio».

«Gori – continua Belotti – dimostra anche da sindaco la sua arroganza e il suo sfregio verso le norme e i regolamenti. A questo punto la Lega diffida il sindaco a concedersi (!) l’autorizzazione alla realizzazione fuori dalle misure consentite dall’art. 61 del Regolamento Edilizio di un nuovo pergolato e chiede inoltre la demolizione della pavimentazione in piastrelle eccedente i 20 mq autorizzabili”. Bergamo cambia passo? Sì, come Marina di Sopra, il regno di Cetto La Qualunque, il modello del sindaco Gori».

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