Mercoledì 02 Aprile 2014

Provocò la morte del figlio
26enne condannato a tre anni

Un’ambulanza del 118
(Foto by FotoBerg)

Tre anni di reclusione, due di sospensione della patente, e cinque di interdizione dai pubblici uffici: questa la condanna martedì 2 aprile davanti al giudice Donatella Nava nei confronti di C. V., romeno di 26 anni, accusato di omicidio colposo per aver provocato la morte, in un tragico incidente stradale, del suo stesso figlioletto, di appena sette mesi.

L’uomo doveva anche rispondere delle lesioni riportate dalla moglie nell’incidente, avvenuto il 18 febbraio 2011 a Mornico: il giudice, con la sentenza, ha disposto per la donna un risarcimento complessivo fissato in 230 mila euro. Respinte invece le richieste di risarcimento avanzate da alcuni altri familiari che si erano costituiti parti civili.

La tragedia risale a tre anni fa: quel giorno il romeno, residente a Palosco, era uscito con l’auto, una Renault Mégane Scénic: a bordo insieme a lui la moglie (all’epoca in stato interessante) e il figlio. Quest’ultimo, di appena sette mesi (era nato il 10 luglio 2010), si trovava sul sedile anteriore, in braccio alla madre: il piccolo aveva l’influenza e i genitori lo stavano appunto portando dal pediatra per una visita, a Mornico. All’incrocio tra la provinciale 98 e via Malaghi, nel territorio comunale di Mornico, la loro auto si era scontrata lateralmente con una Seat Alhambra condotta da un muratore trentaquattrenne di Brescia, ed era finita fuori strada. Il piccolo era stato purtroppo sbalzato dall’abitacolo, e i soccorsi nulla avevano potuto: era spirato la sera stessa in ospedale. La moglie, anch’essa gravemente ferita, era rimasta paralizzata e aveva abortito a causa delle lesioni.

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 2 aprile

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