Giovedì 06 Marzo 2014

Regione, pressing sull’Inps:

800 esodati da salvaguardare

Manifestazione di esodati a Roma

La Commissione Attività produttive farà pressing sulla Direzione regionale lombarda di Inps perché venga garantita la salvaguardia della pensione ai circa 800 lavoratori esodati che erano stati interessati dall’accordo quadro siglato lo scorso 12 novembre in Regione Lombardia.

Questo l’esito della audizione della mattinata di giovedì 6 marzo dove erano presenti, come richiesto dal Consigliere regionale Pietro Foroni (Lega Nord), il coordinamento lombardo dei lavoratori esodati e i vertici della Direzione regionale Inps.

Scopo dell’incontro era quello di chiarire la posizione dei moltissimi «lavoratori subordinati cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, che alla data odierna sono coperti dal trattamento di mobilità ordinaria e che, senza soluzione di continuità, maturino i requisiti alla pensione, ante D.L.201/2011, durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014».

Si tratta appunto di circa 800 lavoratori a cui Regione Lombardia, grazie all’Assessorato diretto da Valentina Aprea e alla Direzione generale del Lavoro ha garantito l’accesso all’indennità di mobilità in deroga proprio per rimediare alle conseguenze della Riforma Fornero e consentire loro il riconoscimento del diritto alla pensione. In Commissione si è sviluppato un lungo e articolato dibattito che ha messo in luce non poche problematiche burocratiche da parte di Inps nell’attuare i contenuti dell’accordo di Novembre, nonostante il via libera ufficiale del Ministero del Lavoro.

«Abbiamo sentito diverse versione sui presunti motivi che frenano la soluzione del problema - ha spiegato il consigliere Foroni -. Si è parlato di difformità nel software e di difficoltà nel recepire quella che sarebbe solo una proposta di accordo ma che in realtà è un accordo a tutti gli effetti. Lungaggini e spiegazioni inaccettabili che rischiano di lasciare 800 famiglie senza reddito per 6-7 anni a fronte di diritti pensionistici acquisiti. L’assessore Aprea e la Direzione generale del Lavoro hanno fatto un lavoro puntuale ed efficae, il Ministero lo ha avallato: all’Inps non resta che mettere in pratica le direttive senza ulteriori indugi».

«Ringrazio l’Inps per la disponibilità all’incontro, a cui dovrà necessariamente seguirne un altro - ha commentato il Presidente della Commissione, Angelo Ciocca (Lega Nord) -. Regione Lombardia ha dimostrato efficacia e rapidità nel porre rimedio al dramma di centinaia di famiglie messe in difficoltà dalla Riforma Fornero: all’Inps e soprattutto alla Direzione lombarda dell’istituto chiediamo la stessa efficacia e rapidità».

All’audizione, su invito del Consigliere Dario Violi (M5S), era presente anche una delegazione dei cosiddetti lavoratori «esuberati», gli espulsi dal mondo del lavoro che, nelle parole dei presenti, «sono da anni senza reddito e senza pensione, non hanno mai goduto di ammortizzatori sociali e sono stati costretti a lavori a chiamata con l’obbligo della partita Iva». Si tratta di uomini e donne licenziati, vittime di mobbing o costretti alle dimissioni senza alcuna tutela (incentivati) che con la Riforma Fornero hanno visto allungato ancor di più il traguardo della pensione e che ora chiedono alle istituzioni un’«attenzione particolare» e forme di accompagnamento.

© riproduzione riservata