Martedì 26 Novembre 2013

Sistemi antincendio nel mirino

L’ospedale: sicurezza garantita

Porte antincendio del Papa Giovanni XXIII

L’inchiesta sul nuovo ospedale, che vede indagati per abuso d’ufficio (in particolare per la trincea antiacqua) il direttore generale Carlo Nicora e quello amministrativo Peter Assembergs, sta puntando il mirino sulla sicurezza della struttura, soprattutto in materia antincendio. I consulenti del pm Giancarlo Mancusi avrebbero individuato una serie di temi meritori di approfondimento e sui quali sono in corso accertamenti.

Sotto la lente degli esperti sono finiti, tra le altre cose, canne fumarie, sfiati nei soffitti e il materiale di isolamento. Si sta cercando di capire se i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte e se le opere corrispondono alle prescrizioni di legge in tema di sicurezza. Uno degli argomenti presi in considerazione nella consulenza è il pericolo di incendio e le conseguenze in caso di rogo.

Gli esperti della Procura avrebbero avanzato delle riserve, che ora gli inquirenti si stanno premurando di verificare. Ma l’Azienda ospedaliera rimarca a chiare lettere che l’ospedale non ha problemi di sicurezza. «Siamo certi che l’analisi serena e oggettiva degli aspetti tecnici evidenzierà che l’ospedale presenta caratteristiche di sicurezza superiori ai requisiti richiesti dalla legge. Siamo uno degli ospedali più sicuri d’Italia».

E l’Azienda Papa Giovanni XXIII entra nel dettaglio: «Abbiamo oltre 11mila rilevatori antifumo in tutta la struttura; oltre 15mila sprinkler, dispositivi che rilasciano una pioggia d’acqua se rilevano un aumento della temperatura; una centrale attiva 24 ore su 24 che controlla ogni singolo locale e se necessario attiva la squadra antincendio, sempre presente in ospedale».

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