Martedì 17 Giugno 2014

Le motivazioni del fermo di lunedì

C’era il pericolo che potesse fuggire

arresto
(Foto by Dino Nikpalj)

Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, è stato sottoposto a fermo per il pericolo che potesse fuggire. È quanto si legge nel provvedimento di fermo emesso dal sostituto procuratore di Bergamo Letizia Ruggeri.

In particolare, «pare assai probabile – scrive il pm – chel’indagato, qualora venga a conoscenza in stato di libertà della pendenza del presente procedimento penale (per un caso, tra l’altro, che agita le cronache fin dal suo inizio e per il quale si è sviluppato un notevole risentimento da parte dell’opinione pubblica nei confronti dell’autore di tale efferato e ingiustificabile gesto), si dia alla fuga».

Ciò «vista la gravità del fatto-reato del quale è accusato e la pena potenzialmente irroganda nei suoi confronti (presumibilmente non contenibile entro i limiti della sospensione condizionale)».

«Sostanziale e assoluta compatibilità» tra i l Dna di Massimo Giuseppe Bossetti e quello ritrovato sui leggings di Yara Gambirasio. Lo si legge nel provvedimento di fermo del 44 enne di Mapello, da lunedì 16 in carcere in via Gleno.

Nel provvedimento di fermo per Bossetti, il pm ricostruisce le drammatiche fasi della morte di Yara, che ha ricevuto «tre colpi al capo e plurime coltellate in diverse regioni del corpo e abbandonata agonizzante in un campo isolato». L’accusa per Bossetti è di omicidio con l’aggravante delle sevizie e della crudeltà».

Inoltre, nel provvedimento di fermo disposto dal pm, tra gli indizi

vengono annoverate «polveri riconducibili a calce». La professione dell’uomo è muratore e nei polmoni di Yara furono trovate tracce di polveri residue di materiale comunemente usato in edilizia.

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