Martedì 27 Maggio 2014

Stalking, nemmeno una casa protetta

ferma la follia del marito: arrestato

Lo stalker marocchino (indicato dalla freccia, dietro l’ex moglie) qui filmato dalle telecamere della stazione

Da un anno perseguitava l’ex moglie. Ed era riuscito a trovarla, nonostante la donna fosse sotto protezione in una casa che doveva restare segreta. Ora è finito in carcere a Bergamo. C. M., 52 anni, marocchino, è accusato di numerosi espisodi di stalking. Tutto è cominciato dopo che lei aveva deciso di separarsi. Aggressioni per strada e persino l’incendio della casa dove la donna viveva con i quattro figli.

Per questi fatti, avvenuti nella Bassa, C. M. era già stato arrestato nel settembre 2013 ma poi era stato scarcerato, con il divieto di avvicinarsi a meno di un chilometro dalla moglie e dai figli, perché sembrava essersi rassegnato all’idea della separazione.

Una «tregua» che non è durata. Dopo una prima fase di calma, i servizi sociali che assistevano la donna e lei stessa hanno segnalato nuovi pedinamenti da parte dell’ex marito, avendo anche notato l’auto dell’uomo nei pressi dell’abitazione segreta ove l’ex moglie era stata alloggiata per conto di una cooperativa di assistenza.

Sono così iniziati gli appostamenti degli agenti del commissariato di Treviglio, diretti dal vicequestore aggiunto Angelo Lino Murtas. E, grazie alle telecamere ubicate per strada e alla stazione ferroviaria, sono riusciti a filmarlo mentre seguiva l’ex moglie, mentre la strattonava e la minacciava se non gli avesse fatto rivedere i figli.

Informato il giudice per le indagini preliminari Alberto Viti, è scattato un nuovo provvedimento di custodia cautelare in carcere. Nei giorni scorsi la polizia lo ha cercato, invano, nella sua abitazione e nei luoghi che abitualmente frequentava a Romano di Lombardia. Ma ha risposto al telefono: ha detto di essere in ospedale per accertamenti urgenti, in realtà si è scoperto che era andato al Tribunale di Bergamo, per un altro procedimento penale legato all’incendio della casa.

Rintracciato in Tribunale, è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile diretta dal commissario capo Giorgio Grasso.

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