Martedì 11 Dicembre 2012

Tares, nuovo salasso per i commercianti
Ascom scrive ai parlamentari orobici

È in arrivo una nuova «stangata» per i commercianti. Dal 1 gennaio entra in vigore la Tares, il tributo previsto dal decreto «Salva Italia» che va a sostituire Tarsu e Tia. Secondo uno studio di Confcommercio Lombardia il passaggio alla nuova normativa comporta per le attività commerciali un incremento medio della tassazione pari al 293%.

Per ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e pub la tassa sui rifiuti aumenta sino al 480%, per le discoteche e i night club addirittura del 690%, categoria questa maggiormente colpita. Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio subiscono un incremento del 650%, seguono bar, caffè e pasticcerie con il 320%, mense e birrerie con il 310%. Mentre gli alberghi con ristorazione in Lombardia pagano il 220% in più.

La nuova imposta, che deve essere corrisposta da chiunque possegga, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti, comprende oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti anche una quota sui cosiddetti «servizi indivisibili»: sicurezza, illuminazione e gestione delle strade. La componente rifiuti è basata sulla tipologia dell'attività svolta, secondo la metodologia che ricalca l'attuale Tia, mentre la componente «servizi» viene calcolata in base al valore dell'immobile attraverso un'aliquota comunale rappresentata da una maggiorazione pari a 30 centesimi il metro quadrato che può aumentare fino ad un massimo di 40 centesimi.

«Ancora una volta si tartassano i commercianti, dopo l'Imu ora la Tares – commenta Paolo Malvestiti, presidente di Ascom Bergamo –. In un sistema che richiede da tempo la diminuzione di una pressione fiscale insostenibile, assistiamo a quanto già avviene con la benzina, ossia l'assommarsi di un'imposta ad una tassa.. Ma al peggio, a quanto pare, non c'è mai fine. Non è accettabile che gli esercenti vengano gravati di un ulteriore contributo fiscale, gli incrementi previsti dalla nuova normativa sono un salasso: l'effetto sarà fortissimo soprattutto nei confronti delle imprese ubicate in Comuni che applicano ancora la Tarsu e che nella nostra provincia sono oltre il 70%. Questo è sicuramente il momento peggiore per inasprire la pressione fiscale. La mazzata Tares, costituirà il “colpo di grazia” per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi che rappresentiamo».

Per questi motivi, ed in sintonia con la Confederazione, Ascom ha scritto ai parlamentari bergamaschi chiedendo un loro diretto intervento sul Governo perché venga emanato un provvedimento che proroghi l'entrata in vigore del nuovo tributo almeno fino al 1° gennaio 2014 e l'apertura di un tavolo tecnico che coinvolga le principali associazioni di categoria, affinché possano essere messe in campo tutte le misure e gli studi per l'individuazione dei criteri che siano maggiormente vicini alla reale produzione di rifiuti.

fa.tinaglia

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