Giovedì 13 Marzo 2014

Tasse, basta un ritardo di 3 giorni

Equitalia chiede il 20% in più

Banconote
(Foto by Ansa)

Ordinaria burocrazia. Verrebbe da dire così di fronte alla vicenda che coinvolge un cittadino 65enne di un paese della Bergamasca impegnato da fine 2012 a restituire al fisco alcune imposte non pagate, scontrandosi però con una serie di difficoltà che rischiano ora di fargli aumentare considerevolmente l’esborso e che, soprattutto, sono già «costate» calcoli e ricalcoli, corrispondenza elettronica e cartacea, insomma, tanto lavoro «che si sarebbe potuto risparmiare – commenta il contribuente – se solo si fossero interpretate con elasticità le norme in vigore. Senza sconti, per carità. Solo con buon senso».

La vicenda ha inizio con la dichiarazione 2011, per i redditi 2010. «In quella occasione – spiega il 65enne – avrei dovuto, secondo i calcoli, pagare un’imposta di circa 7 mila euro, che però non venne pagata». E proprio a questo mancato pagamento faceva riferimento la prima comunicazione arrivata al contribuente da parte dell’Agenzia delle Entrate: un «avviso bonario», per chiedere la somma dovuta (7.278,65 euro), informando anche sulla possibilità di rateizzare l’importo.

«Non appena ricevuto l’avviso – così va avanti il racconto dell’uomo, che tra l’altro ben conosce i meccanismi del sistema fiscale – ho messo mano al computer, comunicando con l’Agenzia delle Entrate per ottenere la rateizzazione e dopo aver fornito tutti i dati necessari mi è arrivato il prospetto, che prevedeva la corresponsione della prima rata entro il 12 novembre 2012 e scandiva poi tutta una serie di contributi trimestrali per estinguere il debito».

A questo punto il nostro contribuente dà mandato al commercialista di provvedere, tramite modello F24, a onorare le scadenze. E in data 12 novembre 2012 paga la prima rata, seguita dalle successive, fino a quella del 2 dicembre 2013 (in tutto 5 rate, su 19 totali). Ma ecco il guaio: il 17 febbraio 2014 arriva una nuova comunicazione di Equitalia: l’Agenzia delle Entrate ha annullato la rateizzazione e il debito va pagato subito, addirittura maggiorato del 30%. Il motivo? Il ritardo del pagamento della prima rata, quella del 12 novembre 2012 che avrebbe dovuto essere saldata tre (3!) giorni prima e la cui scadenza era stata calcolata erroneamente.

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 13 marzo

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