Martedì 18 Febbraio 2014

Teatro Donizetti, sì alla Fondazione

Il «giallo» dell’assessore Sartirani

Sartirani e Tentorio

Lo statuto passa, ma le perplessità restano. Anzi dal piano più strettamente tecnico (quello affrontato in quarta commissione) al Consiglio comunale, le opposizioni hanno puntato soprattutto su quello politico. Perché, la Fondazione teatro Donizetti - questo il tema all’ordine del giorno ieri sera - è stata approvata (con i voti contrari delle stesse minoranze, eccetto Giuseppe Mazzoleni che si è astenuto), ma l’assenza dell’assessore alla Cultura non è passata inosservata e rischia ora di diventare un caso.

«Dov’è Claudia Sartirani?», si sono chiesti a più riprese i consiglieri di minoranza: «È strano che non sia mai intervenuta su questo tema e che non abbia partecipato né alla commissione, né alla seduta consiliare. Si tratta di un aspetto politicamente rilevante che denuncia una mancanza di condivisione».

«La delibera – ha replicato il sindaco Franco Tentorio dopo aver presentato lo stesso documento in apertura del dibattito – è stata approvato dalla Giunta all’unanimità. L’ho portata personalmente in aula solo perché ritengo che la mia competenza su un argomento come quello di una fondazione sia maggiore rispetto a quello della collega». Resta da chiarire per quale ragione, giovedì scorso, in commissione l’onere di illustrare lo statuto sia stato lasciato al dirigente Massimo Chizzolini, affiancato dal consigliere delegato dal sindaco sulla ristrutturazione dello stesso teatro, Valerio Marabini. «No comment», ha liquidato ieri sera la questione l’assessore. E a questo punto qualche dubbio effettivamente resta.

Per il resto, tutto come da copione. «L’obiettivo fondamentale della fondazione – aveva ricordato in apertura Tentorio – è la raccolta dei fondi per il rifacimento del teatro. Un tema che non è assolutamente procrastinabile, sia per la necessità di dotare la struttura di moderni impianti sia per una questione di sicurezza. Complessivamente servono 18 milioni e il coinvolgimento dei privati appare assolutamente necessario».

«In questo statuto – è stata l’obiezione sollevata da Paola Tognon (Pd) – non si pone in carico alla fondazione solo la ristrutturazione, ma anche la gestione del teatro comprese le attività culturali e scientifiche. Di questo però non si sa assolutamente nulla, senza contare il cortocircuito che il nuovo ente potrebbe creare a causa della sovrapposizione alla Fondazione Gaetano Donizetti».

«Per altro – ha aggiunto il collega Sergio Gandi (Pd) – esiste la concreta possibilità - confermata a livello tecnico - che la rilevanza economica dell’attività in oggetto, nel caso in cui venisse appurata, imporrebbe un bando di gara, senza quindi la certezza di un affidamento diretto alla nuova fondazione».

Perplessità che si sommano a perplessità: «Questa scelta – incalza Nadia Ghisalberti (Patto civico) – è inopportuna nei tempi, visto che coincide con un’analoga iniziativa per la Carrara con la quale si rischia una sorta di cannibalizzazione, e per di più senza un adeguato dibattito in città: un brutto colpo di coda in questo finale di mandato».

«Non è assolutamente vero – ha replicato Valerio Marabini –, i cittadini sono stati informati a più riprese attraverso gli organi di stampa. Ho inoltre parlato di questa operazione con le minoranze sia in commissione che in Consiglio comunale. Quanto al “colpo di coda”, ricordo che un’amministrazione di centrosinistra approvò un nuovo piano urbanistico all’ultimo Consiglio del suo mandato. E fece bene, perché è preciso dovere degli amministratori lavorare fino all’ultimo giorno a disposizione».

Emanuele Falchetti

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