Giovedì 06 Marzo 2014

«Tra poco nascerà la nostra Camilla

Nel suo volto vedrò ancora Massimo»

Massimo Vismara, il 41enne morto nell’incidente stradale

«La moto era la sua grande passione, e in sella alla sua Suzuki ha trovato la morte». Sono le parole di Paolo, il fratello di Massimo Vismara, quarantunenne morto ieri a seguito di uno schianto in moto in via Monte Gleno, a pochi metri dall’ingresso del parcheggio della Casa dello sport.

Intorno alle 15 l’uomo stava percorrendo la via in direzione del centro in sella alla sua «Suzuki SV1000» quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro un Tir che proveniva dalla direzione opposta. Massimo ha frenato bruscamente, perdendo così il controllo del suo mezzo e non riuscendo ad evitare l’autoarticolato, un Daf guidato da un cinquantenne di Varese, si è schiantato contro lo spigolo della pedana posteriore.

L’impatto è stato violento e l’uomo è stato sbalzato a terra. Immediato l’intervento sul posto di un’automedica e di un’ambulanza del 118.

Il personale medico ha tentato inutilmente di rianimare l’uomo per circa mezz’ora: i traumi riportati erano troppo gravi e per il quarantunenne non c’è stato nulla da fare. La strada è stata chiusa al traffico per quasi due ore per consentire agli agenti della polizia locale e agli uomini di una Volante di rilevare l’incidente e di stabilire l’esatta dinamica.

La moglie aspetta una bimba

La salma è stata ricomposta nel tardo pomeriggio di ieri al cimitero di Bergamo a disposizione dell’autorità giudiziaria e sarà riconsegnata in giornata ai familiari.

La data dei funerali non è ancora stata fissata, ma molto probabilmente si svolgeranno a Bergamo nella chiesa di Monterosso, quartiere di origine della famiglia Vismara. Massimo, residente a Seriate in via Partigiani, lascia la moglie Lorenza, 37 anni, impiegata in uno studio di architetti, e il figlio Alessandro di otto anni. Tra pochi giorni, una ventina, l’uomo sarebbe diventato padre per la seconda volta: la moglie infatti è incinta di nove mesi e a breve partorirà una bambina, Camilla.

Rientrava al lavoro

Il 41enne era il primo di tre fratelli e lavorava da circa cinque anni alla pescheria Orobica Pesca, occupandosi della parte amministrativa dell’attività. Stava rientrando proprio al lavoro ieri, come faceva ogni giorno dopo esser tornato a casa per il pranzo: «La conosceva bene – commenta Paolo Vismara – quella strada. La faceva tutti i giorni per andare sul posto di lavoro e ieri, per la prima volta quest’anno, aveva deciso di andarci in moto. Massimo ha dedicato una vita al lavoro: ha sempre lavorato per la sua famiglia e l’unico svago era proprio la moto. Era una bellissima persona e aveva molti amici: era una persona vera e sincera».

Due anni fa un’altra caduta

Vismara aveva una grande passione per il mondo delle due ruote, ma già due anni il fato aveva consegnato a Massimo un avvertimento: «Due anni fa – continua Paolo – proprio in via monte Gleno, Massimo era caduto una prima volta in sella alla sua motocicletta. Allora se la cavò con un piede rotto, questa volta il destino non gli ha dato scampo. Conosceva perfettamente il tragitto e, ieri, a un chilometro da casa, non capisco cosa sia andato storto. Massimo lascerà un grande vuoto in tutta la nostra famiglia, a partire da Lorenza, Alessandro e dalla piccola in arrivo. Soffriremo tutti, io, nostra sorella Simona e tutti i nostri parenti. Perché Massimo era davvero un grande uomo».

Laura Arrighetti

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