Violenza sessuale su 3 bergamasche
Arrestato un ortopedico di Iseo

Le denunce sono state depositate alla caserma dei carabinieri di Sarnico (Bergamo) che hanno condotto le indagini disposte dal pubblico ministero Eliana Dolce. Le violenze sarebbe avvenute in ospedale durante alcune visite.

Un medico del Pronto soccorso dell’ospedale di Iseo (Brescia) è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. Tre i casi i casi che gli vengono contestati dalla Procura della Repubblica di Brescia, che lo ha posto ai domiciliari.

L’azienda ospedaliera al momento non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione.

Tutto è partito da una denuncia ai carabinieri di Sarnico, alcune settimane fa. Una donna di 25 anni che vive proprio a Sarnico ha riferito ai militari di aver subito violenza sessuale mentre si sottoponeva a una visita al Pronto soccorso dell’ospedale bresciano di Iseo. Un episodio che, nel giro di alcuni giorni, si sarebbe ripetuto altre due volte, ai danni di altrettante donne, una di 44 anni, di Paratico, e una sedicenne milanese.

Per questo un medico bresciano di 57 anni, residente a Monticelli Brusati e dipendente dell’azienda ospedaliera Mellino Mellino di Chiari (della quale fa parte anche la struttura sanitaria di Iseo), ma in passato – tra il 2002 e il 2003 – in servizio come dirigente medico nel reparto di Ortopedia dell’ospedale di Alzano, è stato arrestato con la pesante accusa di violenza sessuale.

Una violenza compiuta mentre svolgeva – secondo l’accusa – la propria professione medica: due delle pazienti si erano presentate al Pronto soccorso dell’ospedale bresciano lamentando nausea e mal di stomaco, mentre la minorenne aveva riportato un trauma cranico durante una partita di calcetto. Il medico, visitandole, si sarebbe spinto oltre, arrivando fino alla violenza sessuale.

Il cinquantasettenne si trova agli arresti domiciliari e oggi sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Il suo legale, l’avvocato Felice Arco del Foro di Brescia, annuncia che chiederà la revoca dei domiciliari, spiegando che il suo assistito, che si dichiara innocente, è comunque pronto a risarcire di 6 mila euro a testa le tre donne, a patto che ritirino la denuncia nei suoi confronti: «All’origine di tutto c’è un grosso equivoco – spiega il legale –: il mio assistito stava semplicemente visitando le tre pazienti e gli accertamenti per avere un quadro più completo delle loro condizioni mediche sono state scambiate per delle violenze. In ogni caso, se questo comportamento ha creato in loro un disagio, il mio assistito è pronto a risarcirle».

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