Venerdì 01 Marzo 2013

Ubi, arriva anche dai lavoratori
il secco «no» all'ipotesi della Spa

Da Pesaro arriva il no dei lavoratori della Fiba-Cisl all'ipotesi di trasformare il gruppo Ubi da banca cooperativa a società per azioni. La presa di posizione è netta ed è arrivata al termine del congresso Fiba di gruppo che si è tenuto per due giorni nel marchigiano alla presenza del segretario nazionale Giulio Romani.

La Fiba ribadisce l'importanza della partecipazione dei lavoratori e parla di Ubi come di un «laboratorio per tutto il settore». «Non siamo contrari alla partecipazione diretta di ex dipendenti nel consiglio di sorveglianza, ma nemmeno a quella di professionalità esterne», scrive il sindacato della Popolare Bergamo in una nota. E la partecipazione sarà uno dei capitoli su cui il sindacato misurerà con attenzione «progetti e persone» delle liste in campo, ben sapendo che la mobilitazione dei lavoratori avrà un ruolo non secondario in assemblea.

Andrea Battistini, segretario responsabile della Fiba per la Popolare Bergamo, di ritorno da Pesaro, dove è stato confermato membro del direttivo di gruppo, spiega quali sono i punti cardine. Sul modello cooperativo, al congresso è stata «condivisa l'assoluta contrarietà» a qualsiasi ipotesi di trasformazione in Spa. Il modello cooperativo, sottolinea la Fiba, «garantisce a clienti e dipendenti migliori condizioni; è più attento alle persone, al territorio, alla responsabilità sociale d'impresa, alla redistribuzione del reddito e non solo orientato all'incremento di redditività a tutti i costi».

L'ipotesi Spa era stata messa sul piatto nei giorni scorsi da Andrea Rittatore Vonwiller, esponente di Insieme per Ubi, associazione nata fra Milano e Pavia, vicina alla Fondazione Banca del Monte, azionista di Ubi e di Comindustria. In occasione del convegno delle banche popolari, il presidente del consiglio di gestione di Ubi Emilio Zanetti, ha però ribadito ferma contrarierà all'ipotesi di una trasformazione in Spa: «Siamo lontani anni luce».

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a.ceresoli

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