Crack banche, pratiche per i rimborsi C’è tempo fino ad aprile, ecco come fare

Crack banche, pratiche per i rimborsi
C’è tempo fino ad aprile, ecco come fare

I consigli dell’Adiconsum per i risparmiatori che sono rimasti coinvolti nel fallimento delle banche.

È iniziata la corsa alla presentazione delle domande sul FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori), per i clienti di banche che nel tempo hanno acquistato azioni ed obbligazioni delle Popolari Venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) così come per le altre 4 banche in default (Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti), poi assorbite da altri intermediari bancari. La scadenza ultima per presentare le istanze è fissata dal Decreto Ministeriale al 18 aprile.

Nella procedura per l’inserimento delle richieste nel portale del FIR, sono state individuate numerose criticità che grazie all’intervento delle Associazioni Consumatori, Adiconsum in primis, si sono risolte quasi integralmente. «Per migliorare e snellire le procedure infatti, è stato necessario un lungo lavoro con le due banche interessate alle richieste della corposa documentazione prevista dal citato decreto – dice Mina Busi, presidente dell’associazione di via Carnovali a Bergamo. Sono numerose le richieste di chiarimenti rivolte agli sportelli di Adiconsum da parte dei cittadini che hanno diritto di accedere al FIR per ottenere i ristori nella misura del 30% per le azioni e del 95% per le obbligazioni».

«I risparmiatori che si sono rivolti ai nostri sportelli hanno sempre lamentato di essersi fidati della propria banca e di essere stati indotti ad effettuare investimenti qualificati come sicuri (azioni della banca), ma che sicuri non potevano essere per definizione (acquistando azioni c’è il rischio di perdere l’intero capitale). Peraltro in molti casi abbiamo anche situazioni di posizioni cosiddette “baciate”, cioè investimento in azioni a fronte di erogazione di mutui o prestiti».

L’Agcom ha riconosciuto che sono state poste in atto pratiche commerciali scorrette consistenti nell’aver di fatto condizionato l’erogazione di mutui o prestiti all’acquisto di proprie azioni. ”Un sistema di complicità intricato e poco trasparente, con banche che smettono di essere istituzioni garanti sia dei clienti che dei propri dipendenti, facendo ricadere sul risparmiatore ogni responsabilità. Su questi aspetti, auspichiamo che le banche facciano una profonda riflessione, facendo ritrovare fiducia al cliente, facendo crescere il risparmiatore con una modalità di consulenza reale , recuperando reputazione, credibilità e responsabilità sociale”.

«Per i rimborsi – conclude Busi - si dovrà comunque attendere che dopo la scadenza di aprile, i Commissari predispongono il piano di riparto, secondo le priorità sostanziali e non temporali, superando criteri legati esclusivamente all’ordine cronologico di presentazione delle domande».

I risparmiatori che hanno già ricevuto rimborsi in precedenza parte del ristoro, dovranno dichiararlo e produrre documentazione specifica, richiedendo alla banca di appartenenza. Una procedura agevolata è prevista per chi dimostra di avere un patrimonio mobiliare di proprietà al 31dicembre 2018 di valore inferiore a 100.000 euro o un reddito inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018. Per coloro che non rientrano in queste caratteristiche sarà la citata Commissione a valutare e decidere sulle singole posizioni, se ci sono state “negligenze e forzature” da parte della banca.

L’ Adiconsum di Bergamo ad oggi ha inserito nel portale FIR più di 150 pratiche, oltre quelle dei risparmiatori che stanno aspettando la ricezione della documentazione richiesta alla Banca depositaria i tempi ora, grazie alle intese intercorse, si sono decisamente ridotti.


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