Giovedì 28 Novembre 2013

Creberg, l’amarezza di Zonca

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Cesare Zonca, presidente del Credito Bergamasco
(Foto by Bedolis)

Si dice «dispiaciuto», ma dice anche che continuerà a tutelare gli interessi dei suoi correntisti e dei lavoratori del Credito Bergamasco. Il presidente Cesare Zonca commenta le importanti novità riguardo l’istituto di credito che «non potrà essere più definito bergamasco - spiega -. Questo perchè il Banco Popolare non è bergamasco, anche se questa banca resterà una struttura radicata sul territorio»,

Una decisione, quella della fusione annunciata nella serata di martedì 26 novembre, che Zonca definisce inevitabile: «Non c’era alternativa, perchè è stata una decisione presa dall’azionista di maggioranza all’80%: è suo diritto, nel rispetto degli interessi delle minoranze, gestire la vicenda e compiere delle scelte».

Ma Zonca sottolinea: «Mi auguro che questa decisione non cambi il rapporto con Bergamo: io lo spero e farò quel che posso affinchè non cambi». Secondo il presidente del Credito Bergamasco «non è nell’interesse di nessuno che si modifichi il rapporto con i correntisti e i clienti», così come è stata la «mia prima preoccupazione nella trattativa rispettare i lavoratori dell’istituto e il loro modo di lavorare, da sempre di una qualità eccezionale».

Una precisazione importante anche sulle attività culturali del Credito Bergamasco: «Continueremo a partecipare alla vita culturale del territorio, nella vita degli enti bergamaschi, dall’ospedale all’Accademia Carrara - spiega Zonca -. La Fondazione resterà un ente autonomo a cui sono garantiti i mezzi di sempre per lo svolgimento delle sue attività».

Per saperne di più guarda il video allegato alla notizia e leggi L’Eco di Bergamo del 28 novembre

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