Creberg, l’amarezza di Zonca
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Si dice «dispiaciuto», ma dice anche che continuerà a tutelare gli interessi dei suoi correntisti e dei lavoratori del Credito Bergamasco. Il presidente Cesare Zonca commenta le importanti novità riguardo l’istituto di credito che «non potrà essere più definito bergamasco».

Si dice «dispiaciuto», ma dice anche che continuerà a tutelare gli interessi dei suoi correntisti e dei lavoratori del Credito Bergamasco. Il presidente Cesare Zonca commenta le importanti novità riguardo l’istituto di credito che «non potrà essere più definito bergamasco - spiega -. Questo perchè il Banco Popolare non è bergamasco, anche se questa banca resterà una struttura radicata sul territorio»,

Una decisione, quella della fusione annunciata nella serata di martedì 26 novembre, che Zonca definisce inevitabile: «Non c’era alternativa, perchè è stata una decisione presa dall’azionista di maggioranza all’80%: è suo diritto, nel rispetto degli interessi delle minoranze, gestire la vicenda e compiere delle scelte».

Ma Zonca sottolinea: «Mi auguro che questa decisione non cambi il rapporto con Bergamo: io lo spero e farò quel che posso affinchè non cambi». Secondo il presidente del Credito Bergamasco «non è nell’interesse di nessuno che si modifichi il rapporto con i correntisti e i clienti», così come è stata la «mia prima preoccupazione nella trattativa rispettare i lavoratori dell’istituto e il loro modo di lavorare, da sempre di una qualità eccezionale».

Una precisazione importante anche sulle attività culturali del Credito Bergamasco: «Continueremo a partecipare alla vita culturale del territorio, nella vita degli enti bergamaschi, dall’ospedale all’Accademia Carrara - spiega Zonca -. La Fondazione resterà un ente autonomo a cui sono garantiti i mezzi di sempre per lo svolgimento delle sue attività».

Per saperne di più guarda il video allegato alla notizia e leggi L’Eco di Bergamo del 28 novembre

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