Giovedì 20 Marzo 2014

Dai timbri alla cover per telefoni

La Poloni segue i tempi moderni

Poloni Timbri, il primo laboratorio in via Tasso

Tutto è cominciato con una bancarella sul Sentierone. Erano gli anni del secondo dopoguerra, un’eternità se si pensa che, in 67 anni, un’azienda storica come la Poloni Timbri è passata dai timbri in legno e gomma alle cover per telefonini in plastica semirigida. «La bancarella fu un’idea di mia nonna Dina e mio nonno Piero in un periodo di documenti e pratiche postbelliche” commenta Alessandro Poloni, ora titolare dell’azienda: “Più che un’idea imprenditoriale di business – continua il 35enne -, la loro fu la risposta a una necessità propria della fase storica, con i cittadini che richiedevano un servizio di bollatura e certificazione di atti e documenti».

Siamo nel 1947 e l’allora laboratorio di timbrificio era gestito tutto in casa: «Mio padre Gualtiero ci è nato tra i timbri, e già da bambino si occupava delle consegne, a piedi e in bicicletta a fare il garzone per portare quei pacchetti chiusi con lo spago nei vari uffici cittadini». Negli anni Sessanta sono proprio Gualtiero e il fratello Nani a ritirare il lavoro: in via Tasso aprono il primo laboratorio mentre in via Camozzi c’era il negozio commerciale, tra i timbri e le prime incisioni su targa. Un’attività, quest’ultima, partita come una scommessa: «Un po’ come le cover degli smartphone e tablet adesso – sorride Alessandro Poloni –, ma il nuovo ramo aziendale riscosse successo con la crescita delle attività commerciali, tanto che per questa nuova produzione mio padre rilevò tre pantografi tedeschi a mano degli anni ‘40» continua Poloni che racconta, passo dopo passo, la storia dell’azienda: «Che è quella di una famiglia: alla fine degli anni Settanta tre gravi lutti ci colpirono, con inevitabili ripercussioni sul nostro lavoro». Nanni e la figlia muoiono in due incidenti, poco dopo viene a mancare Dionigi, 16 anni, fratello di Alessandro e figlio di Gualtiero.

A prendere in mano le redini dell’azienda è Angela, mamma di Alessandro, che con grande spirito imprenditoriale risollevò le sorti dell’impresa Poloni: con Gualtiero riparte da via Tasso, per poi aprire anche un altro negozio e laboratorio in via Camozzi 150, attualmente la sede legale: «I soldi erano pochi, ma mia madre bussò alle porte di un’azienda di Milano che sostenne il progetto permettendo ai miei genitori di fare nuovi investimenti» continua Alessandro. L’azienda torna a crescere, sia con i timbri che con le incisioni, e negli anni Novanta si allarga in via Borgo Palazzo e via Frizzoni dove è presente anche oggi.

Sempre con nuovi investimenti: «Siamo stati i primi nel nord Italia a introduttore macchinari automatizzati per l’incisione e, poco dopo, sistemi di lavorazione laser che ci hanno specializzato nelle vetrofanie a caratteri adesivi, spingendoci in tutto quello che è la comunicazione visiva». Che significa cartellonistica stradale, di sicurezza e cantieristica, vincendo appalti con uffici pubblici e strutture sanitarie: «Da tre dipendenti siamo passati a una decina, diversificando le proposte a seconda delle richieste e specializzandoci anche sulla stampa su carta, per le esigenze degli uffici e di tutto il settore cerimonia». Ma la crisi, tra il 2010 e oggi si fa sentire anche in questo settore: «Lavorando con le aziende è stato inevitabile avere una contrazione delle commesse – continua Alessandro Poloni -. Da qui l’idea di diversificare nuovamente, al passo con i tempi». Nel 2013 nasce così «Design my Cover», azienda specializzata nella realizzazione di cover in 3d per smartphone e tablet: «Un distaccamento della Poloni Timbri, di cui io sono amministratore unico, con un grafico che si occupa della parte stile e per ora due dipendenti». Già aperto il primo negozio in borgo Santa Caterina 3d, sta decollando una rete franchising: «Abbiamo aperto a Saluzzo, in provincia di Cuneo, e a Trieste. Ad aprile apre Riccione, a seguire altri negozi nel centro e sud Italia – continua Poloni -. Ho richieste anche dall’estero, da Barcellona e dall’Arabia Saudita, e per la fine dell’anno punto a una decina di negozi in franchising».

Obiettivo è creare una rete commerciale che incrementi del 30% il fatturato 2014 della Poloni Timbri, chiuso nel 2013 a 400 mila euro. «Per il momento la nuova attività sta incidendo di un 40% al mese sul fatturato, ma il dato è in crescita con l’apertura dei nuovi punti vendita». Dove si vendono cover che hanno grafiche moderne e che sono altamente personalizzabili: «Un prodotto che l’utente cambia spesso, quasi come fosse un accessorio moda» Con una visione globale del progetto: «Continuerò ad espandermi nell’ambito tecnologico, spingendo sulla diversificazione e la personalizzazione». Ma senza mollare i timbri: «Continuiamo a produrne, sempre più specialistici, in gomma solo italiana: dalla Brianza ci arrivano le bobine di fogli in gomma che tagliamo, scaldiamo e modelliamo con macchinari appositi: il processo si chiama “vulcanizzazione”». In fondo i timbri Poloni sono una certezze nella storia delle carte bollate della Bergamasca. Ora con una stampa laser super tecnologica e un disegno stiloso la cover è pronta in dieci minuti. «I tempi cambiano, velocemente, e l’offerta deve saper seguire le richieste ed essere flessibile – conclude Alessandro Poloni -, ma quella bancarella sul Sentierone resta il punto di partenza, esempio di come i miei nonni hanno saputo rispondere ai bisogni dei loro tempi. Che ora vanno verso una comunicazione sempre più dinamica e moderna».

Fabiana Tinaglia

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