Sabato 08 Febbraio 2014

Il futuro: le bollicine in cialda

La Coca Cola si fa come il caffé

È sicuramente una rivoluzione epocale nella gloriosa storia della multinazionale più famosa del mondo. La Coca Cola cambia pelle e non si accontenta più di declinarsi nelle versioni «light» o «zero», ma diventa fruibile a casa, alla stregua di uno dei tanti caffè che si possono gustare acquistando apposite capsule con tutti i gusti del marchio.

In fondo questo salto nel futuro ci richiama alle origini del mito, quando nel 1886 ad Atlanta, il suo inventore, John Stith Pemberton, serviva la bevanda, nella sua farmacia, mescolando l’acqua al suo portentoso sciroppo. E per restare in Italia, chi non ricorda l’idrolitina bevuta dai nostri nonni e padri?

Tutto nasce dall’accordo con cui la casa che produce la bibita più popolare al mondo ha acquisito il 10% di Green Mountain Coffee Roasters, il colosso americano del caffè in capsule. Un’operazione da 1,25 miliardi di dollari che prevede una partnership di almeno dieci anni e la realizzazione in breve tempo di un sistema per produrre soda in casa e cialde che coprano non solo tutta la gamma Coca Cola, ma anche Sprite e Fanta.

Si comincia nel 2015, intanto si attendono le reazioni dei consumatori: la Company si dice fiduciosa del successo dell’iniziativa, rassicurando dall’altra parte gli estimatori di bottigliette e lattine: i contenitori classici continueranno ad essere sugli scaffali di tutto il mondo.

Un’innovazione che è stata vissuta con emozione anche dall’interno della società, come testimonia la bergamasca Silvana Iseni, direttore delle risorse umane di Coca Cola Italia: «Questo progetto di business è l’ulteriore testimonianza della straordinaria capacità innovativa di Coca Cola. La società è da anni impegnata a sviluppare nuovi prodotti».

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