Il vino è in fermento in Bergamasca
Nuova associazione indipendente

Ne parlavano da un po’, e durante il percorso di avvicinamento hanno raccolto proseliti. Dopo aver sparso la voce tra quanti potevano condividerne gli ideali, 7 cantine hanno formalizzato la nascita dell’Associazione Viticoltori Indipendenti di Bergamo.

Ne parlavano da un po’, e durante il percorso di avvicinamento hanno raccolto proseliti. Dopo aver sparso la voce tra quanti potevano condividerne gli ideali, 7 cantine hanno formalizzato nei giorni scorsi con atto notarile la nascita dell’Associazione Viticoltori Indipendenti di Bergamo.

Associazione senza scopo di lucro che ha come finalità, si legge nello statuto «l’affermazione dell’identità storica, culturale, ambientale, sociale del territorio bergamasco attraverso la valorizzazione e la promozione della produzione vitivinicola e delle attività agroalimentari nel segno di uno sviluppo ecocompatibile».

Sani principi generali, non molto originali ma certamente sottoscrivibili e probabilmente condivisi anche dalle aziende vitivinicole che fanno capo al Consorzio Tutela Valcalepio. Organismo del quale, con tempi e modalità diversi, alcune delle cantine «transfughe» hanno fatto parte. «Ma ci teniamo a precisare che non nasciamo in contrapposizione a chi già da anni sta operando in favore della vitivinicoltura del territorio – dice Carlo Ravasio titolare dell’azienda agricola Sant’Egidio di Sotto il Monte, eletto presidente della nuova associazione - anzi vorremmo aprire un dialogo con chiunque abbia a cuore le sorti del vino bergamasco. È il ruolo dei Consorzi in generale che secondo noi va ripensato».

Oltre alla Sant’Egidio di Sotto il Monte le altre cantine sono Casa Virginia di Villa d’Almè; Valba e Caminella di Cenate Sopra; Eligio Magri di Torre de’ Roveri; Le Corne di Grumello del Monte; Cascina Lorenzo di Costa Volpino.

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 21 marzo

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