Lunedì 03 Febbraio 2014

La Camusso a Bergamo: «Ripresa?

Quando caleranno i disoccupati»

«Ci dicono che ci sono segni di ripresa, ma noi li riterremo validi solo quando vedremo una inversione dei dati sulla disoccupazione». Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta a Bergamo in occasione delle assemblee congressuali di Italcementi.

La Camusso ha partecipato agli appuntamenti organizzati dalla Fillea-Cgil all’interno della cementeria Italcementi di Calusco d’Adda prima, e negli uffici della sede centrale del gruppo a Bergamo, in via Madonna della Neve, dopo. Per la prima volta è arrivata a Bergamo durante le fasi congressuali.

«La crisi per questa azienda - ha ricordato - parte da un dimezzamento recente del mercato, ma anche dal fatto che l’edilizia è praticamente ferma da sei anni».

Susanna Camusso poi è andata alla carica: «Ci vuole il coraggio di fare una tassa patrimoniale: servono risorse per invertire la rotta e far ripartire il Paese». Il suo intervento è durato una ventina di minuti e ha toccato sia i problemi generali dell’economia in Italia sia i temi salienti di questo congresso.

A Calusco lavorano 156 persone, a Bergamo circa 600 per Italcementi, più i circa 280 in organico per CTG e una sessantina per Calcestruzzi. Gli iscritti CGIL sono stati chiamati ad esprimersi sui documenti congressuali e hanno eletto i delegati da inviare ai congressi territoriale e regionale, tappe che condurranno al Congresso della Camera del Lavoro di Bergamo (6 e del 7 marzo) e a quello nazionale a Rimini (6-8 maggio).

Ad accogliere Susanna Camusso c’erano Marco Di Girolamo e Ivan Comotti della segreteria regionale della FILLEA-CGIL, Angelo Chiari e Luciana Fratus della FILLEA-CGIL di Bergamo, Fabio Paris della RSU, e Luigi Bresciani, leader della Camera del Lavoro di Bergamo che ha aperto i lavori dell’assemblea.

“Ci raccontano che la ripresa è cominciata” ha continuato la leader CGIL. “Ma i numeri della disoccupazione crescono. Siamo convinti che non ci sia ripresa se non si mette in moto l’occupazione. Si dice sempre che le risorse non ci siano, per un anno abbiamo discusso di IMU, che è stata al centro delle cronache ogni giorno. Il ritornello è sempre lo stesso. Eppure basterebbe più giustizia fiscale per avere nuove risorse: in questo paese l’aliquota applicata alla tassazione sul lavoro è più alta dell’aliquota applicata alle rendite finanziarie. Basterebbe chiedere il pagamento della patrimoniale per poi investire le risorse in politiche per l’occupazione giovanile. Ci raccontano che dall’estero verranno ad investire in Italia: non possiamo aspettare che il capitalismo decida di investire nel nostro paese. No ad una messianica attesa degli investimenti che arriveranno. Bisogna fare qualcosa prima”.

A proposito di contrattazione, il segretario nazionale ha sottolineato come ci siano “settori in cui il Contratto nazionale di lavoro raggiunge meno della metà dei lavoratori. Serve una contrattazione inclusiva, non si può rappresentare solo chi lavora stabilmente. Il Contratto nazionale deve essere il luogo in cui tutti coloro che appartengono ad un settore si possano riconoscere”.

Al capitolo ammortizzatori sociali, Camusso ha parlato della proposta di riforma CGIL: “Per noi la chiave deve essere l’universalità. La Cassa in deroga è un tampone, ma non può essere l’unico strumento. Serve una Cassa integrazione universale con regole di contribuzione da riscrivere. Il contratto di solidarietà deve essere lo strumento concreto, perché il lavoro che oggi c’è, non basta per tutti, dunque, occorre redistribuirlo”.

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