La stilista-consulente a Bergamo
Intermediaria per far affari con l’Iran

In aumento le aziende bergamasche interessate all’export e a partnership per avviare la produzione in loco. Una stilista iraniana, che lavora a Bergamo, sta «cambiando» mestiere.

Tante le opportunità senza l’embargo per l’Iran: stiamo parlando di un Paese di 78 milioni di persone, occidentali nei gusti e desideri, che l’Europa e ovviamente l’Italia vedono come un mercato molto appetibile. In questi mesi quindi molte aziende orobiche sono partite alla volta di Teheran per nuovi accordi, collaborazioni e soprattutto nuovi investimenti.

Lo sa bene Mary Nez, iraniana radicata a Bergamo dal 2006 e che ha fermato temporaneamente la sua attività di stilista per occuparsi di intermediazioni Bergamo-Iran: «La mia famiglia vive a Esfahan e ha un’azienda di carattere internazionale che si occupa di import ed export: prima di arrivare in Italia ho sempre masticato di consulenza e intermediazione. Dopo la chiusura dell’embargo, dalla mia rete di conoscenze, sono iniziate le prime richieste di collaborazione per avviare contatti in Iran – spiega Nez proprio da Teheran, dove si trova in queste settimane -. Sto lavorando su più fronti: consulenza, ricerca di partner, intermediazione e tutta la parte più burocratica e di relazioni».

Qualche dato può essere utile per capire il peso del mercato iraniano: secondo i dati della Banca mondiale, tra il 2000 e il 2010, l’Iran è cresciuto del 5% annuo. Quest’anno dovrebbe raggiungere il 6 per cento. Prima della «scure» delle sanzioni, secondo Sace, l’interscambio con Teheran arrivava a 7,2 miliardi. Poi il crollo del volume d’affari a 1,6 miliardi nel 2014. Sempre secondo Sace, la rimozione dei vincoli al commercio potrà portare a un incremento dell’export sino a 3 miliardi tra 2015 e 2018. Ecco quindi che l’Iran è corteggiato dalle imprese di tutta Europa e, nella competizione, l’Italia spera di far valere la sua storia: è stato il primo Paese europeo a riprendere i contatti economici con l’Iran nel 1998. «Le imprese italiane, soprattutto piccole e medie, hanno continuato a lavorare in Iran anche durante le sanzioni, pur tra grandi difficoltà». «E adesso il Paese è pronto per nuovi investimenti, con una grande attenzione al made in Italy e ai prodotti di lusso, tanto che aziende di moda anche bergamasche stanno già testando il terreno», spiega May Nez.

Qualche esempio? Nei mesi scorsi avevamo già parlato di Perofil e Giuseppe Papini, realtà della moda con base a Bergamo. «Numerose le opzioni di sviluppo per Bergamo, ma in particolare il mondo imprenditoriale iraniano cerca investitori che portino conoscenza e valore aggiunto – spiega Nez -. Intanto, per le realtà bergamasche che mi hanno contattato, sto effettuando soprattutto lavoro di intermediazione: cercano una persona che in Iran faccia da consulente per avviare collaborazioni con le aziende locali, sviluppando anche una linea di produzione locale sotto la consulenza della azienda madre in Italia».

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