Venerdì 03 Gennaio 2014

«L’edilizia volano della ripresa

Sì alla ristrutturazione sostenibile»

Un cantiere edile

Ha iniziato a lavorare a 14 anni ,subito dopo la licenza media, alla Arditi di Brembilla. Ma ha cominciato presto anche con l’impegno sindacale ed è diventato dirigente non ancora trentenne. Da dieci anni Domenico Pesenti, 61 anni, è segretario nazionale della Filca, dal 2007 è presidente europeo del sindacato Efbww, cioè la Federazione europea dei sindacati del legno e dell’edilizia, e inoltre Pesenti fa parte del Consiglio del sindacato mondiale Bwi.

La crisi dell’edilizia sta colpendo alcuni Paesi (Spagna e Italia in testa) ma nel resto del mondo non è così, giusto?

«In tutto il mondo si sta costruendo, Asia e Sudamerica in testa. Da noi invece si è costruito troppo e, soprattutto - negli anni che hanno preceduto la crisi - male, utilizzando materiali vecchi e seguendo criteri antiquati, senza, cioè, tener conto delle nuove normative sul consumo energetico e sulla classificazione degli edifici che ormai si sapeva erano in arrivo. Il risultato è che ci sono tante case vuote. Ad aggravare la situazione si aggiunge poi il problema dell’accesso al credito perché se c’è un settore off limits per le banche è proprio quello delle costruzioni».

Quali sono stati gli effetti sull’occupazione nel comparto?

«In un quinquennio, la forza lavoro dell’edilizia è diminuita del 50%. Molti muratori stranieri se ne sono andati dal nostro Paese, altri sono rimasti e molti di questi lavorano nel comparto prevalentemente in nero.

Per contrastare il declino, già nel 2009 come Cgil-Cisl-Uil avevate avviato l’iniziativa degli Stati generali del settore edile assieme alle controparti imprenditoriali.

«Sostenevamo - e sosteniamo - che bisognava utilizzare il settore edile come volano dello sviluppo, puntando sulla ristrutturazione dell’esistente con materiali sostenibili e su interventi di messa in sicurezza sismica. Purtroppo non è stato fatto niente».

Ci sono però le detrazioni fiscali.

«Sì, i governi Monti e Letta hanno potenziato gli incentivi fiscali per gli interventi di ristrutturazione edile ed energetica, e questo è senz’altro positivo».

Da anni si parla di riformare il sistema degli appalti.

«Il disastroso sistema del subappalto a catena ha sfasciato il comparto. Noi non siamo mai stati contro il subappalto in sé, anzi siamo stati a favore del subappalto specializzato, e cioè con un’impresa capofila che subappalta per lavori specifici. Bisogna invece vietare che l’impresa che ha preso il subappalto subappalti a sua volta».

© riproduzione riservata