Giovedì 27 Febbraio 2014

Licenziamenti, nuova impennata

A febbraio altri 336 senza lavoro

Gigi Petteni, segretario regionale della Cisl
(Foto by Bedolis)

La crisi non allenta la sua morsa sulla Lombardia. Nonostante qualche timido segnale di ripresa, gli effetti della recessione sull’occupazione sono ancora drammatici. A febbraio sono stati 3.300 i licenziamenti collettivi, ben 1.112 in più rispetto al mese precedente (+51%).

Si registra un incremento anche rispetto al corrispondente mese del 2013, quando le iscrizioni alle liste di mobilità erano state 2862 (+15%).

«È evidente che i lavoratori lombardi non stanno affatto beneficiando dei lievi segnali positivi – sottolinea Gigi Petteni, segretario generale Cisl Lombardia -. Bisogna intervenire al più presto per creare occasioni di occupazione, a partire dalle opportunità offerte da Expo 2015».

«Siamo convinti che i tempi per un Patto per il lavoro siano più che maturi - aggiunge -. I giovani disoccupati e i lavoratori colpiti dalla crisi hanno bisogno di vedere una via d’uscita dal tunnel della loro condizione, anche attraverso formule di flessibilità coniugate con opportunità di lavoro e sostegno formativo o incentivi per la ricollocazione».

Gli incrementi mensili del numero di lavoratori licenziati a febbraio riguardano quasi tutto il territorio lombardo, le uniche due province che registrano un decremento rispetto a gennaio sono quelle di Monza-Brianza e di Sondrio.

Gli incrementi più significativi interessano Milano: +65%; Bergamo: +39%; Como +161%; Lecco: +61%; Mantova: +693%;Pavia +145%; Varese: +65%. I dati riguardano i licenziamenti collettivi, più soggetti a rapidi incrementi o decrementi in relazione alle dimensioni delle aziende di volta in volta coinvolte. Si può dedurre che un numero crescente di aziende stia ultimando il ricorso alla cassa integrazione straordinaria e proceda alla messa in mobilità.

In allegato la tabella con i dati territoriali.

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