Domenica 09 Marzo 2014

Moda eco-sostenibile in fiera

Tre bergamaschi a Milano

Un capo di AltrA, marchio di Laura Ghidini(foto Sergio Ghidini)

Tre storie bergamasche di moda «eco» alla manifestazione «Fa’ la cosa giusta!», fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma alla Fieramilanocity dal 28 al 30 marzo. Tra enogastronomia e design, torna anche quest’anno la sezione «Critical Fashion», vetrina della moda etica sostenibile dove espongono anche tre realtà della nostra provincia, con peculiarità riguardo ai materiali naturali utilizzati e l’approccio alla moda e al suo sistema.

Tra questi «Dea», marchio di Giusi Piazza, dinamica 60enne di Osio Sotto, una che nel mondo della moda ci mette le mani da parecchi anni e ha deciso di avviare una sua attività: «Si chiama Dea, perchè in ogni donna c’è una dea» spiega la bergamasca, modellista con esperienza più che quarantennale nella progettazione di abbigliamento, profonda conoscitrice dell’ambiente moda, con collaborazioni per grandi griffe tra cui la linea Armani Privé per cui fa da assistente in sfilata per i capispalla. Con lei lavora Mariella Roncalli e obiettivo del progetto è una linea di abiti da donna che non si focalizzi sulla taglia e le forme: «Dea nasce dall’esigenza di un modo di vestire improntato più al senso di piacersi anziché di piacere, progettata su donne “vere” quindi nella grande ricchezza di proporzioni e misure che poco hanno a che fare con i modelli irreali delle modelle che solcano le passerelle» spiega. Pensata «per donne che abbiano voglia di sentirsi tali e di mostrarlo senza camuffarsi», senza collocazione di taglia, senza target di età, puntando su filati naturali e lavorando anche con il tantissimo materiale di scarto che proviene dall’industria della moda: «Diamo una nuova vita a tessuti di grande pregio ma che il sistema della moda spreca» continua Giusi che sta per aprire uno spazio proprio in centro a Osio Sotto mentre ora ha un laboratorio in corso Vittorio Veneto, sempre in paese: «Lavoriamo sul su misura e sulla personalizzazione, contro le taglie e i materiali sintetici: nostra la progettazione e il confezionamento. Tutto artigianale ed etico».

È invece di Villa d’Almè Antonio Madeo che di occupa di «Limes», marchio con cui realizza capi in filato naturale, principalmente lino, canapa e bambù. Una storia particolare la sua: dopo anni di controllo gestione in aziende che producevano fibre sintetiche, ha avuto la svolta «eco» e ha iniziato a realizzare «un prodotto completamente naturale e made in Italy con quel poco di struttura tessile italiana ancora sopravvissuta» spiega Madeo, 53 anni, che ha chiamato il suo brand Limes, «perchè in latino significa “confine” e il tessuto è un po’ il confine del nostro corpo oltre al fatto che la realizzazione di questo prodotto ha dei confini italiani ben delimitati». Con una laurea in Economia e Commercio il bergamasco vuole così spingere su una produzione naturale che propone alle fiere specializzate e nei mercati locali (info su www.canapalimes.it), partendo da un suo progetto stilistico e realizzando il prodotto in laboratori italiani: dalla tessitura nel Biellese alla tintura nel Varesotto con il confezionamento ad Almenno S. Salvatore».

Ha 31 anni ed è alla sua prima esperienza Laura Ghidini che con «AltrA» realizza ad Almenno San Bartolomeo «abiti artigianali ecologici, un progetto di sperimentazione con stoffe naturali italiane, ritagli di scarto o capi di abbigliamento che non vengono più indossati - spiega -. Pezzi unici con scelta di materiali, forme e colori». Non esiste un negozio e non ci sono prezzi fissi, un capo «AltrA» può anche essere barattato in parte in cambio di stoffe, prodotti della terra, tempo, conoscenze: «In tal modo un semplice incontro si trasforma in uno scambio, che non riguarda solo la merce». Un progetto sperimentale che Laura porta in giro nelle fiera e nei mercati specializzati, con anche una collaborazione con la Cooperativa «Il Sole e la Terra» (per info www.altralab.it): «Nessun taglio in serie, lavoro sui tessuti di recupero e sulle fibre naturali, a favore di un nuovo modo di pensare alla moda».

I tre bergamaschi si confronteranno con realtà italiane e straniere, con tanto di laboratori programmati nei giorni di fiera. Dalle tecniche di cucito all’uso del telaio. Provare per credere.

Fabiana Tinaglia

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